Come suonano le radio italiane all’estero?
Quella della radio italiane all’estero è una storia di passione, coraggio ed entusiasmo. In questo articolo proviamo a capire come suona la radio fuori dall’Italia e che ruolo hanno queste emittenti.
Quella della radio italiane all’estero è una storia di passione, coraggio ed entusiasmo. In questo articolo proviamo a capire come suona la radio fuori dall’Italia e che ruolo hanno queste emittenti.
Una ragazza viaggia da sola con un camper raccontando ciò che accade in un programma radiofonico. Non è l’estrema sinossi di un romanzo ma la vita che ha per protagonista Margherita Schirmacher. Margherita è una giovane conduttrice appassionata di libri e letteratura. Il suo programma, trasmesso su Radio Kaos Italy, parla chiaro: “Ticket to read”, un biglietto da leggere. Che per l’occasione è diventato “Ticket to read on the road”. Un gioco di somiglianze tra leggere e viaggiare, percorrere una lunga strada alla ricerca di luoghi e persone da raccontare.
Trentatré paesi coinvolti per un numero elevato di cittadini. La maggior parte ha scelto la radio come mezzo di comunicazione che ispira maggiore fiducia. Comunque quasi alla pari con la televisione. Eppure lo strumento senza immagini è quello a cui si fa più affidamento, una sorta di cane guida tra la confusione generata dall’Internet delle fake news. Va detto però che la fiducia cambia secondo la provenienza: in Italia si registra il compromesso più importante, con la metà dei cittadini che si fida del comparto radiotelevisivo e delle sue informazioni, col 57% che preferisce l’ascolto della radio.
Nessun altro nome poteva essere migliore di questo. La Radio per l’Italia porta un messaggio che arriva forte e chiaro, un messaggio di unione. Per la prima volta nella storia del nostro paese radio nazionali e locali si uniscono a favore di un’iniziativa comune. Un’iniziativa che, appunto, non ha precedenti. L’appuntamento è fissato per oggi alle 11, quando le radio d’Italia trasmetteranno in contemporanea e su tutte le piattaforme disponibili l’inno della nostra nazione e tre canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana.
Tra i primi network ad annullare un evento di grande portata è stata Radio Deejay. Il 25 febbraio sarebbe andata in scena la Super Follow Deejay, la festa di compleanno dell’emittente che avrebbe coinvolto migliaia di ascoltatori e curiosi pronti a presentarsi al Party con una maschera di Carnevale per la concomitanza del martedì grasso. Ma niente c’è stato: l’Alcatraz di Milano è rimasto blindato, nessun accesso dedicato ai sorrisi.
Chi avrebbe detto che un giorno RDS – una delle radio più ascoltate d’Italia – avrebbe siglato una partnership con la Lega Pro. Per carità, non c’è niente di male nel mettere nero su bianco un accordo con la terza serie del nostro pallone. Anzi. Sta a vedere che RDS c’ha visto lungo – molto lungo – anticipando pure una possibile concorrenza. Per spiegare meglio questa lungimiranza basta tirare fuori un po’ di numeri interessanti: al torneo di serie C partecipano 60 club, cioè sessanta diverse città italiane per un totale di 17 milioni di tifosi per tutto lo stivale. Quindi lo stesso numero di potenziali nuovi ascoltatori o forse anche di più. Trattasi, inoltre, di (quasi) esclusiva: nessuna radio nazionale segue la serie C oltre a RDS. Si parla di copertura FM ma anche di prestigio. Una certezza nell’etere migrante.
Con il 2019 finito nell’archivio dei ricordi e a circa un mese dall’arrivo del nuovo anno, la musica italiana traccia un bilancio del suo passaggio. È un passaggio che si riferisce alla radio, chiaramente, tra tormentoni estivi e ritornelli penetrati senza via di fuga nella testa delle persone.
Una grande sala cinematografica, il podcast da ogni angolo, un pubblico attento. Sono gli elementi che hanno caratterizzato Lucia, la radio al cinema; il primo Festival dedicato all’ascolto condiviso di opere radiofoniche di ogni genere andato in scena a Firenze. Già, il podcast: protagonista del momento. Da qui parte e qui arriva quel ramo del lago che volge a mezzogiorno, per dirla con le parole di Alessandro Manzoni
Che la radio fosse uno strumento polivalente capace di accettare e produrre diverse versioni di se stessa lo sapevamo già. Ciò che – forse – non immaginavamo è che attraverso la radio si potesse captare la voce dei defunti. Secondo il paranormale, la “Metafonia è la captazione, attraverso l’uso di strumenti tecnici, di parole e frasi di senso compiuto non provenienti dall’ambiente circostante, nè da altre fonti terrene”. Gli strumenti usati possono essere il registratore, il computer o, appunto la radio.
Negli ultimi tempi abbiamo assistito alla nascita di emittenti radiofoniche di tutti i colori, nel più giustificato senso battesimale della parola. Abbiamo visto nascere radio dedicate ad hobby comuni; abbiamo visto nascere radio molto vicine a una squadra di calcio (Radio Bianconera, per esempio). Quindi l’emittente che mancava in un etere affascinante e curioso era una: Radio Lavora.