Una grande sala cinematografica, il podcast da ogni angolo, un pubblico attento.
Sono gli elementi che hanno caratterizzato Lucia, la radio al cinema; il primo Festival dedicato all’ascolto condiviso di opere radiofoniche di ogni genere andato in scena a Firenze.
Promessi sposi
Già, il podcast: protagonista del momento. Da qui parte e qui arriva quel ramo del lago che volge a mezzogiorno, per dirla con le parole di Alessandro Manzoni. Qui dove tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto, tra un promontorio a destra e un’ampia costiera dall’altra parte. Poeticamente esagerato, certo, ma come Renzo e Lucia anche podcast e utente – prima o poi – sarebbero stati Promessi Sposi. Qualcuno aveva anticipato ciò che che sarebbe successo. E il movimento attuale italiano verso questa tecnologia conferma la tendenza che è stata netta perlopiù negli Stati Uniti, almeno fino a quale anno fa. Ora, invece, si fa la gara tra produzioni, nascono premi e interazioni, in ogni angolo c’è un podcast e nessuno vuole arrivare secondo. Ecco l’Italia del momento: il Belpaese che fu identificato tra pizza e mandolino, adesso è parte integrante della tecnologia del suono. Da Milano a Roma fino a Napoli e Firenze, patria del linguaggio originale, che si fa primatista col suo Festival.
Lucia, bellezza infinita… al cinema

Curato e promosso da Radio Papesse – la piattaforma radio fondata nel 2006 e dedicata interamente all’ascolto di materiale sonoro dell’arte contemporanea – Lucia, la radio al cinema è stato il primo format condiviso che ha permesso a più persone contemporaneamente di ascoltare documentari e fiction di Radio Rai, produzioni radiofoniche e podcast da tutto il mondo. Narrazioni sottoforma di contenuto audio registrato da sentire insieme ad autori, producer, artisti internazionali che hanno confermato quanto quella del podcast sia una cultura degna di proliferazione. Da qui si sono aperte al pubblico storie private, vicende tradizionali e sperimentazione. Da qui l’invito all’ascolto tra pubblico e sociale: la collettiva dimensione della radio pari all’intimità del podcast.
Quale futuro ci attende
Dove andremo a finire non si sa, adesso. Adesso è però il tempo delle storie in differita, cioè della pari comunicazione tra on demand televisivo e podcast radiofonico. È il pubblico che lo chiede. È la gente che, seppur iperconnessa, non riesce a restare al passo che la tecnologia tiene. C’arriva dopo, insomma, ma ci arriva. C’è il podcast. Fruibile a colazione, pranzo o cena. Ascoltabile tra un promontorio a destra e un’ampia costiera dall’altra parte.