Torna sotto i riflettori una campagna a cui teniamo particolarmente: quella promossa da ENPA con il supporto di Consulenza Radiofonica, che invita a riflettere sul valore della tutela degli animali. A dare forza e calore a questo messaggio sociale è la voce di Alessandra Prandi, professionista nel mondo del doppiaggio e della comunicazione, che ha scelto di prestare il proprio talento in modo del tutto gratuito per una causa in cui crede profondamente.
La sua interpretazione intensa e autentica dà voce a chi non può parlare, trasformando uno spot in un gesto concreto di sensibilizzazione. Abbiamo parlato con lei per approfondire non solo il significato del progetto, ma anche il ruolo che una voce – e chi la usa con consapevolezza – può avere nel veicolare un messaggio sociale.
Che valore ha la voce nel trasmettere emozioni e sensibilizzare le persone su una causa sociale?
A: “La voce è il mio lavoro ormai da 35 anni, è una grande passione ed è quello che faccio ogni giorno. Mi piace molto esprimermi nel ociale, ci tengo a dire sempre quello che penso e quella di ENPA è stata per me un’opportunità per raccontare, con uno spot commerciale, il mio amore per gli animali. Ho un cane di 11 anni ed è la mia vita, siamo sempre insieme, in un certo senso invecchiamo insieme ma non per tutti è così. Oggi purtroppo leggiamo spesso notizie tristi sul mondo animale, soprattutto sui social. Con questo spot speriamo che il messaggio arrivi e che aiuti le persone a comprendere quanto sono importanti gli animali, quanto è importante proteggerli e non abbandonarli. Una delle associazioni che si occupa di questo e fa un gran lavoro è proprio ENPA”.
Nel realizzare questa campagna hai sentito una responsabilità diversa rispetto ad altri lavori di doppiaggio?
A: “Certo. Intanto questo spot è stato fatto non come un lavoro ma con il cuore, quindi ho messo la mia voce e la mia professionalità al servizio di un messaggio che deve arrivare dritto al cuore delle persone. Attraverso le nostre voci proviamo a darla a chi, una voce, non ce l’ha”.
Da dove siete partiti per mettere insieme gli elementi necessari a creare il messaggio?
A: “Il lavoro più grosso l’ha fatto Alfredo e lo staff di Consulenza Radiofonica. È partito tutto per caso. Si parlava di animali, Alfredo aveva bisogno del supporto di un’associazione per conto di un suo cliente e ha chiesto a me perché sa che sono fedele agli animali oltre misura. Gli ho dato un paio di dritte per quello che potevo fare io, e dopo qualche tempo mi ha richiamata per chiedermi di partecipare a questo progetto. Ovviamente ho accettato, come potevo dire di no?”

Qual era l’intenzione emotiva che volevi trasmettere con la tua voce?
A: “Volevo che le persone capissero che l’adozione è un’azione importante e che la compagnia di un animale è una cosa unica. Abbandonare un animale crea dolore, spesso pensiamo che gli animali possano essere portati da una parte all’altra senza problemi, ma in realtà loro hanno un tipo di empatia diversa da quella dell’uomo, anzi a volte sono anche più epatici di noi, quindi bisogna fare attenzione. Volevo che arrivasse l’importanza di occuparsi di un animale e anche l’impegno che ci vuole per prendersene cura. Io dico sempre che è meglio non avere un cane piuttosto che lasciarlo solo, abbandonarlo, non curarlo e non occuparsene, e oggi sono tanti gli abbandoni purtroppo.
Come recita anche lo slogan della campagna, i supereroi non sempre hanno il mantello, molto spesso hanno il pelo perché vengono utilizzati anche negli ospedali per la pet therapy, accompagnano i ciechi, trovano le vittime di slavine o nei terremoti e non dimentichiamoci i cani poliziotto che svolgono un grande lavoro. Sono delle creature importanti”.
Cosa può fare uno speaker per valorizzare un messaggio senza risultare forzato o patetico?
A: “Non è facile. Devi metterci del tuo in base anche a quello che il cliente vuole. Spesso il fatto di non essere o non risultare tristi o patetici aiuta ad arrivare più facilmente al punto. Raccontare quella che è una necessità e raccontarla anche in modo un po’ ironico, col sorriso, divertente, fa la differenza. Come in questo caso è il paragonare i supereroi, che sono notoriamente protagonisti della nostra fantasia, a degli animali che sono esseri senzienti e che invece esistono davvero”.
Quanto conta lavorare con un team che conosce la comunicazione radiofonica per costruire un messaggio sociale coerente?
A: “È assolutamente fondamentale. Dietro questa campagna c’è un gran lavoro di squadra in cui ognuno ha messo del suo. Alla fine ci sono le radio che trasmettono il messaggio, ma è una linea che coinvolge tutti e che poi ritorna e diventa un cerchio. In questo caso si è lavorato con il cuore, non per uno scopo economico, e questo è ciò che è più importante. Rimane il fatto che per raggiungere lo scopo bisogna scrivere un testo efficace, registrarlo e mandarlo in onda. Se si lavora bene il risultato che ne deriva è ottimo e il lavoro alle spalle non è indifferente”.
La radio può ancora giocare un ruolo nel promuovere campagne di sensibilizzazione come questa?
A: “Io credo di sì. La radio oggi per quanto se ne dica è ascoltata ed è comunque un mezzo unico, che riesce a comunicare un messaggio che può avere uno scopo sociale, come in questo caso. Poi ovviamente dipende da diversi fattori come il tipo di ascolto, chi la ascolta, il tipo di radio. Uno spot capillare come può essere quello di ENPA che è andato in onda non solo sui network ma anche sulle radio locali, che io reputo molto importanti per quanto riguarda i messaggi, direi che è utilissimo”.
Parlando di comunicazione etica, pensi che chi lavora con la voce abbia anche un ruolo sociale?
A: “Beh, dovrebbe averlo. Penso che prendere una posizione sia importante. Ci sono speaker anche a livello nazionale che lavorano su questo e che esprimono il loro pensiero, perché no. In questi giorni c’è una polemica proprio sul fatto che si prenda posizione o meno da parte di chi lavora nel mondo del cinema, io penso che lo si possa fare sempre e che sia rilevante. Qualcuno pensa che chi fa l’artista debba fare solo quello, ma non sono d’accordo. Per me è importante esprimersi anche socialmente, poi si può non essere d’accordo, però è importante dire quello che si pensa nonostante il rischio di perdere seguito”.

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