Non tutti i supereroi hanno il mantello. Alcuni hanno zampe, code e occhi pieni di fiducia. Proteggerli è una missione che richiede cuore, dedizione e sensibilità. Questo è solo parte del messaggio della nuova campagna di sensibilizzazione promossa da ENPA, che accende i riflettori sulla tutela degli animali e sull’impegno di chi si prende cura di loro.
Un’iniziativa che ha trovato un prezioso alleato in Consulenza Radiofonica, che ha messo a disposizione le sue risorse per la realizzazione dello spot e la strategia di comunicazione, dando forza e visibilità al messaggio.
Ne abbiamo parlato con Carla Rocchi, presidente nazionale ENPA, in un’intervista che esplora il valore della consapevolezza e della collaborazione nel fare davvero la differenza.
Carla, qual è il significato e l’obiettivo della nuova campagna di ENPA?
La nuova campagna di ENPA è molto avvincente e intrigante. Se pensiamo a ciò che recita lo slogan ci riferiamo sicuramente al fatto che ci sono dei bravi volontari, come quelli che abbiamo in ENPA, che anche senza mantello soccorrono gli animali. Ma il significato profondo è che i primi eroi, chi ci dà un aiuto e migliora le nostre vite, sono proprio gli animali. Sono loro gli eroi senza mantello, perché intervengono nelle nostre vite migliorandole, ci fanno compagnia e ci danno significato. Sono presenze che non sempre trovano un equivalente nel comportamento umano, e di fronte a loro anche i comportamenti degli umani diventano eroici, anche senza avere un mantello.
Com’è nato lo slogan e quale messaggio vuole trasmettere?
Nella vita l’impegno produce impegno e, quando la relazione è con gli animali, il patto è chiaro e la resa è immancabile. Quando si ha una relazione con un animale non si resta mai delusi. Tutte le persone sanno che quando si instaura un rapporto con gli animali il valore sta proprio in questa relazione. Dirò di più, fare un’operazione come quella di salvare un animale e adottarlo è una cosa che riempie profondamente le vite di chi lo fa. E di contro, la riconoscenza di queste creature che non ti tradiscono mai, dà un senso di sicurezza alle persone. Spesso nella vita si fanno investimenti affettivi che non sempre hanno il riscontro che ci aspettiamo. Con gli animali, invece, quando si “investe” affettivamente la resa è straordinariamente forte. Questi piccoli eroi senza mantello rendono la nostra vita migliore e quello che noi possiamo fare è rendere migliore la loro.
Per la realizzazione dello spot e la strategia di comunicazione l’ENPA si è affidata a Consulenza Radiofonica. Come è nata questa sinergia?
La collaborazione è nata da una da cortesissima offerta che ci è pervenuta da persone estremamente competenti, dinamiche e dal mio punto di vista del tutto all’avanguardia. Il problema del fare comunicazione oggi è quello di cogliere anche lo spirito del momento. Le campagne che potevano andar bene venti o trent’anni fa, oggi non funzionano più. Questo slogan invece presenta i contenuti in una modalità di comunicazione estremamente efficace, perché rispecchia il nostro tempo. Ci fa capire che i nostri tempi non sono facili per mille ragioni, tuttavia una relazione speciale con gli animali ci motiva. Di conseguenza la qualità della nostra vita migliora e ci dà il senso della reciprocità: se io miglioro la tua vita, tu fai lo stesso con la mia. Trovo che l’idea di base di questa campagna sia molto intelligente, profonda e attuale. Per questo noi di ENPA ringraziamo Consulenza Radiofonica per avercela proposta e realizzata.

Quanto è importante il ruolo della radio per sensibilizzare le persone su tematiche quali la tutela degli animali?
La radio è magica e ha una tenuta nel tempo che è straordinaria. La radio comunica, tiene compagnia, informa, motiva e commuove ormai da oltre un secolo, ma soprattutto non teme concorrenza. La radio ci consente di immaginare, attraverso di essa ascoltiamo le voci e possiamo far correre la nostra immaginazione, quindi arricchisce maggiormente la nostra capacità di fare progetti rispetto ad altri mezzi come la televisione o i social. Sono una grande fan della radio, che suggerisce ma al tempo stesso spalanca le porte dell’immaginazione. Attraverso un messaggio sonoro ci sentiamo liberi, voliamo alto, non ci sentiamo più inchiodati ad una realtà e possiamo far volare la nostra fantasia, cosa che di questi tempi risulta difficile da fare. Per me la radio rimane un mezzo di comunicazione insuperato.
Quali elementi secondo te hanno reso questo messaggio così efficace?
Il fatto che per essere eroi non bisogna essere immediatamente riconoscibili come tali. In un momento come questo, dove la politica e la comunicazione ci mostrano personaggi che si atteggiano a eroi e hanno bisogno di segnali esteriori per accreditarsi come tali, gli animali non ne hanno bisogno. Si presentano a noi così come sono, e noi intuiamo il loro potenziale eroico. E così noi ci presentiamo agli animali senza particolari orpelli e questo è un altro vantaggio di avere una relazione con loro. Un altro significato profondo è che gli animali ci mandano questo messaggio: tu sei il mio eroe e io sono il tuo eroe, indipendentemente dal fatto che tu sia giovane, vecchio, sano, malato, ricco o povero. Ci accettano completamente e ci indicano il modo con cui noi possiamo diventare eroi nella vita di qualcuno, e rendere migliore anche la nostra. Lo trovo veramente un gran messaggio.
Quali sono gli aspetti della collaborazione che ritieni siano stati più efficaci?
Al momento la cosa che apprezzo di più sono i commenti diretti, perché le persone si congratulano con noi e apprezzano il messaggio della campagna. Ci vuole del tempo affinché la comunicazione produca effetti nei campi sempre più difficili dell’adozione, della diminuzione dell’abbandono, di una crescita, di un salto morale e comportamentale nei confronti degli animali, anche perché siamo stati sottoposti ad una vera doccia scozzese negli ultimi anni. Pensiamo soltanto al boom delle adozioni durante il Covid e al successivo boom degli abbandoni una volta cessata l’emergenza.
I comportamenti umani sono incoerenti, quindi per capire qual è l’effetto di una campagna di sensibilizzazione sui comportamenti sociali, cioè un effetto stabile, c’è bisogno di tempi lunghi. Tuttavia il fatto che ci siano apprezzamenti per questo messaggio lascia ben sperare che sia stato fatto, attraverso di esso, un passo avanti nella relazione tra animali e le persone. È come se la barriera di specie fosse caduta, anzi, secondo me è caduta proprio perché le relazioni ormai non comprendono più solo le persone, ma anche gli animali e quindi altre specie. Questo è il vero risultato, i numeri li vedremo nel tempo.
Quali sono i prossimi passi di ENPA nel portare avanti il messaggio di questa campagna?
In passato il nostro rapporto con gli animali è stato prettamente improntato sulla loro dipendenza nei confronti delle persone che li adottavano. Ora invece il rapporto si sta consolidando, restituendoci un piano di reciprocità: tu prendi un animale, dai molto a questo animale, l’animale riempie molto la tua vita e la migliora. Quindi da un approccio caritatevole si è passati ad un approccio paritetico. Questo va di pari passo con il progresso anche a livello legislativo. Solo pochi anni fa, ad esempio, l’inserimento del concetto di tutela degli animali nella nostra Costituzione sarebbe stato impensabile.
Oggi invece se ne discute in Parlamento, e si mettono i cattivi comportamenti nei confronti degli animali quasi sullo stesso piano dei reati contro le persone. In altre parole, non è più il soggetto che qualifica il comportamento ma sono i comportamenti che, se sono cattivi, vengono penalizzati. Noi di ENPA cerchiamo di far capire che la vita è una, le relazioni sono uniche e i sentimenti sono difficili indipendentemente dal soggetto da cui li riceviamo o a cui li destiniamo. Questa sarà la vera sfida dei prossimi anni.
Cosa possono fare le persone per sostenere concretamente ENPA?
Con molta semplicità, facendoci sapere se apprezzano il nostro lavoro, se vorrebbero diventare nostri volontari o nostri soci. Vorremmo sapere se il rapporto con ENPA migliora e gratifica le persone, sollecitando la loro curiosità. In quel caso noi saremo felici e riconoscenti di intraprendere un percorso e fare insieme un pezzetto di strada.

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