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Divano-time: gli ascolti radiofonici con l’emergenza coronavirus

Potremmo rinominarla così la radio della nostra immaginazione, una radio che si ascolta senza un voltante tra le mani, imprecazioni al semaforo; senza acceleratore. È una radio soft per questo, perché si ascolta sul divano. Grazie alla tecnologia il lockdown radiofonico ha sofferto meno di quanto poteva soffrire. Quindi computer, smartphone, smart speaker hanno permesso alla radio di farsi ascoltare ugualmente. Allora se a calare è stato il classico ascolto in auto, a prendere le redini della ragione ci ha pensato quello casalingo. Una situazione ribaltata da un fattore raro della nostra esistenza.

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Indagini radiofoniche: addio CATI, serve un nuovo “meter” di giudizio

Caro vecchio CATI è giunto il momento di dirci addio. È ciò che avranno pensato gli addetti ai lavori della radiofonia italiana quando è circolata la voce della sostituzione del metodo per l’indagine d’ascolto. Un pensionamento a lungo desiderato. “Quale radio ascolti?”; “In che fascia oraria?”; “Per quanto tempo”: sono alcune delle domande che l’operatore telefonico potrebbe rivolgerci qualora fossimo i prescelti per l’indagine teleradiofonica.

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Consigli

Speaker, ecco 5 motivi per ascoltare la radio (sempre)

Ascoltare la radio è uno dei requisiti essenziali per far parte di questo mondo lavorativo. Tuttavia molti non ci credono o sono portati a pensare che si tratti di un esercizio inutile e pedante. Sarà veramente così? In questo nuovo articolo, elenchiamo 5 motivi per i quali l’ascolto dell’etere radiofonico italiano è nevralgico per la formazione di uno speaker.

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