C’è un’unica cosa che terrorizza ogni direttore artistico di una radio: la sensazione del “click”. Quel micro-momento in cui l’ascoltatore, infastidito da qualcosa – ad esempio un brano fuori fuoco o uno speaker troppo “fuori dagli schemi” -, preme il tasto per sparire dalla tua radio e cercare altro.
Tuttavia il rischio non riguarda solamente la perdita di un ascoltatore, ma anche come si affronta tale momento: di fatto, c’è chi decide di sfruttare quest’occasione per rivedere ogni singolo dettaglio della propria strategia, altri invece restano in un immobilismo programmato.
Così facendo però, si rischia di rendere la propria azienda radiofonica poco coerente, da una parte incapace di sapersi innovare, dall’altra incapace di restare fedele alla propria identità. Causando conseguenze ancora più gravi. Il segreto non è evitare il rischio, ma gestirlo con il bisturi.
Usa la regola 80/20
Parliamo chiaro: la perdita di ascolti è fisiologica. È una sinusoide: c’è un periodo in cui gli ascolti corrono verso l’altro, un altro periodo invece in cui i dati crollano verso il basso. Niente di strano, è la prassi: non si può essere sempre sulla cresta dell’onda. Per cui, di fronte a queste situazioni, non ci dobbiamo allarmare, ma gestire la situazione con estremo equilibrio.
Tieni in considerazione un fatto: l’ascoltatore è un animale abitudinario. Accende la radio perché cerca un “amico” che conosce. Per questo, non bisogna puntare a un’innovazione estrema o nulla, ma più equilibrata con il lavoro fatto sinora. Per questo, l’innovazione deve seguire la regola dell’80/20.
Se l’80% del tuo flow è blindato da hit sicure, liners storici e i pilastri del tuo formato, quel 20% di sperimentazione non spaccherà il patto di fiducia. Se il tuo clock è una macchina da guerra, l’ascoltatore ti perdonerà un brano più audace o un nuovo talento, perché si sente comunque “a casa”. Il caos nasce quando si cambia tutto insieme; il successo, invece, quando si inserisce il nuovo nel solco del conosciuto.
Il metodo del “Laboratorio”: testare senza farsi male
Un espediente tecnico molto caro alla nostra redazione è la professione del talent scout radiofonico. Non è un caso, in quanto in Italia il panorama dei conduttori radiofonici è molto ampio, ma spesso poco ascoltato. Materiale per testare, provare e rischiare c’è, ci vuole solo un po’ di coraggio.
Attenzione, però: non manderesti mai un pilota esordiente a correre il GP di Monza senza prove libere. La stessa cosa vale per la radio. Se vuoi tentare qualche azzardo in più, prova nelle fasce considerati minori: il weekend e la fascia notturna. È molto importante non buttare il giovane speaker nel drive time sperando che sopravviva, mentre nelle fasce sopraindicate può gestire gli imprevisti più serenamente.
Tieni anche in considerazione che in queste fasce orarie puoi provare a inserire nuovi generi musicali o, addirittura, nuovi format. Se il feedback è positivo e il tempo di permanenza regge, allora puoi iniziare a “diluire” quei brani nella programmazione quotidiana.
Consigli pratici per un’innovazione indolore
Infine ci sono alcuni consigli pratici da mettere in pratica all’interno della propria azienda. Attenzione però: questi suggerimenti non valgono per tutte le radio, ma devono essere declinate in base alle esigenze della propria emittente. Non esiste la ricetta segreta e universale, esiste quella migliore per te. E potresti trovarla usando uno dei seguenti strumenti:
- Blindate il clock: se inserite un nuovo speaker, assicuratevi che i dischi intorno ai suoi interventi siano “bombe” assolute. La musica deve sostenere il talento mentre lui cerca il suo passo.
- Preparazione maniacale: la spontaneità in radio è un lusso che si ottiene solo con una preparazione d’acciaio. Ogni intervento del nuovo talento deve essere scritto, editato e provato.
- Monitoraggio dei segnali deboli: non aspettare i dati ufficiali. Guarda i messaggi su WhatsApp, l’engagement su Instagram e, soprattutto, ascolta l’aria che tira in redazione.
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Nel corso degli anni, molti editori locali si affidano all’istinto del momento, ma l’istinto senza una strategia è solo rumore di fondo. Avere una guida esperta significa trasformare un “tentativo” in un progetto.
Un consulente non serve a dirti cosa piace a lui, ma ad aiutarti a costruire l’idea dalla genesi, a rifinire i liners, a tarare i livelli del processore audio per quel nuovo genere e a fare coaching attivo sul talento. L’obiettivo è minimizzare lo switch-off attraverso una visione esterna, lucida e distaccata dai sentimentalismi interni. Per questo motivo, ci siamo qui noi: richiedi un check-up gratuito a Consulenza Radiofonica.
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