Negli ultimi anni il mondo della radiofonia si è evoluto rapidamente, aprendo nuove strade grazie al digitale. Ma cosa serve davvero per costruire una web radio che funzioni, che trovi il suo pubblico e che offra contenuti di qualità? Lo abbiamo chiesto all’editore di Errevi Radio, Roberto Gianni, un’emittente che ha saputo ritagliarsi il suo spazio nel panorama online, combinando passione, strategia e il giusto supporto.
In questa intervista, ci racconta come è nata l’idea di Errevi Radio, quali sono le sfide e le opportunità di chi sceglie di trasmettere sul web e come il contributo di Consulenza Radiofonica è stato fondamentale per lo sviluppo dell’emittente, dalla programmazione alla gestione tecnica.
Com’è nata Errevi Radio e cosa ti ha spinto a lanciarti in questa avventura?
Errevi Radio ha una storia molto lunga. Nasce negli anni Settanta come radio FM, poi viene chiusa per vari motivi e riaperta quattro anni fa. Il 15 gennaio abbiamo festeggiato infatti i quattro anni dalla riapertura, soprattutto per ricordare i vari soci e mio papà che l’avevano fondata. C’era ancora tanta voglia di esprimersi, di dare un segnale che Errevi radio è ancora qui.
Cosa ti porti dietro di quell’eredità e cosa invece apprezzi della radio di oggi?
In realtà di quell’eredità ricordo poco, perché quando Errevi Radio è stata chiusa io avevo solo cinque anni. Ho dei ricordi lontani di trasmissioni per bambini, c’era una sigla che mi piaceva molto, però purtroppo ricordo poco. Oggi mi porto dietro alcuni speaker di quella vecchia radio rimasti con noi, che hanno creduto in questo nuovo progetto, e poi tanti ragazzi giovani che vogliono crescere nel mondo della radio e provare a diventare qualcuno.
Qual è il tono comunicativo di Errevi Radio?
Sicuramente emozionale e informativo, soprattutto per quel che riguarda Monza e Brianza. Ma non solo, è anche in parte ironico ma senza esagerare. Il pubblico che ascolta ha bisogno di spensieratezza, di allegria, così noi di Errevi Radio cerchiamo, con le nostre trasmissioni, di dare anche questo. È importante offrire un momento di svago agli ascoltatori, magari all’uscita dal lavoro o nelle attività quotidiane.
Il parco voci di Errevi radio è molto ampio. Come si fa a strutturare un palinsesto con un parco voci così numeroso e a rendere la squadra coesa?
Sicuramente ci vuole l’aiuto di qualcuno che sa fare questo lavoro, per questo collaboriamo con Consulenza Radiofonica che ci ha aiutato nella realizzazione del palinsesto di Errevi Radio. Per dare vita ad un progetto del genere ci vogliono persone che hanno la voglia e le capacità di impegnarsi e mettersi in gioco. Principalmente da questo si sviluppa un palinsesto che ad oggi ci vede in diretta dalle 7 di mattina fino alle 10 di sera, dal lunedì al venerdì. Un palinsesto completo con programmi di informazione, di intrattenimento, di allegria, un po’ di tutto. Cerchiamo di strutturare il palinsesto in base anche a quelle che si pensano possano essere le esigenze degli ascoltatori.
Come avete lavorato per creare l’identità sonora della tua radio?
Avevamo già un claim e l’abbiamo sostituito anche grazie ai suggerimenti di Consulenza Radiofonica. Abbiamo creato un claim che attiri l’attenzione dell’ascoltatore creando dei contenuti fluidi e continui, una musica che sia piacevole per chi ascolta, quindi in primis cercare di capire il target di ascoltatori della radio. Poi in base a quello realizzare anche dei prodotti non solo a livello di trasmissioni ma anche di jingle e di musica che possano piacere a chi ascolta.
Negli ultimi anni le web radio si sono moltiplicate diventando un’alternativa sempre più valida alle radio FM. Cos’è che però le rende ancora così attuali e attraenti per il pubblico?
Sì, le web radio si sono moltiplicate e i proprietari di queste emittenti devono essere capaci di non scopiazzare le radio FM. Quale sarebbe il motivo per cui una persona dovrebbe scaricare un’app o entrare nel tuo sito per ascoltarti? Devi dare dei contenuti che le radio FM non offrono, devi dare qualcosa che la gente cerca e che non trova su quelle che sono le stazioni FM più famose. E soprattutto devi dare dei volti alle persone dietro al microfono.
È vero che le web radio sono tante e si sono moltiplicate, ma è anche vero che ce ne sono tante che io personalmente chiamo “web radio da sottoscala”, cioè quelle con il computer messo lì con la musica che va in automatico. Quel tipo di web radio è senza sentimento, senza anima, mentra la nostra è una radio con del sentimento, con ragazzi che lavorano per passione e che ci mettono l’anima cercando di tenere compagnia a chi ci ascolta.
Quanto conta il parere degli ascoltatori nel lavoro di costruzione del palinsesto o dell’identità della radio?
Il parere degli ascoltatori conta. È uno dei passaggi che devi fare quando poi vai a creare il palinsesto della radio. Teniamo conto dei messaggi che ci arrivano, delle richieste di canzoni e dei complimenti ai vari speaker, ma qualche volta anche degli appunti rispetto a quello che va in onda. Tutto questo ci serve per crescere, migliorare e modificare il nostro sentiment, ed è importante coglierlo dalle persone perché altrimenti dietro quattro mura non riusciremmo a coglierlo.
Qual è l’aspetto per il quale secondo te è necessaria la consulenza di un esperto?
Abbiamo lavorato a 360 gradi su tutto quello che è il mondo Errevi Radio. Dalla programmazione musicale alla parte commerciale passando per la comunicazione sui social. Quest’ultima è un lavoro ancora in corso ma siamo già contenti di quello che stiamo facendo e sono sicuro che con Alfredo faremo un ottimo lavoro, come è stato già per tutti gli altri aspetti. La parte più importante, quella che serve di più è la costruzione dell’immagine della radio. Immagine e suono sono fondamentali, quindi occorre lavorare sulla musica ma anche sui jingle, i liners, tutto. ciò che è parte strutturale e che sta dietro la programmazione delle 24 ore di musica.
Quali sono i prossimi passi per Errevi Radio? Avete in mente nuovi format o iniziative particolari?
Intanto Sanremo è una vetrina molto importante e bella da vivere, soprattutto per i ragazzi che ci sono andati e per quelli che ci andranno negli anni successivi. Di progetti poi ce ne sono tanti, facciamo anche numerosi eventi in esterna. Con la primavera e la bella stagione l’obiettivo è quello di farsi vedere il più possibile in zona e nelle piazze, per le sagre, per le feste in paese. Farci conoscere è fondamentale e l’obiettivo per questo 2025, detto un po’ sottovoce, è quello di riuscire entro la fine dell’anno ad andare in DAB, o quantomeno riuscire a porre le basi per poi sbarcare sul DAB nel 2026.

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