Il Coming out di Federico De La Valée a Radio Globo
Immigrazione, social, sesso… tanto sesso: storie vere o di fantasia, l’importante è che se ne parli. I temi che
si impongono nell’attualità sono vari e discutibili, ma sono anche necessari per consentire a una radio di
sopravvivere nel mare magnum dell’etere. Prendiamo Radio Globo, la più ascoltata a Roma secondo i dati
TER (Tavolo Editori Riuniti) 2018 pubblicati qualche ora fa. Globo ingloba in sé il Morning Show più
irriverente della regione: immigrazione, social, sesso… tanto sesso; sono gli argomenti trattati ogni mattina,
argomenti cliccati e chiacchierati e per questo sinonimo di ascolto.
Ricorderemo a settembre dello scorso anno quando uno dei conduttori, Roberto Marchetti, affermò di non
amare i gay. Precisamente disse: “Vedere due uomini che si baciano mi fa schifo”. Apriti cielo: la stampa
nazionale ne parlò, gli ascoltatori si rifugiarono in tronchi: chi si allontanò e chi consolidò il rapporto di
visione comune. Le parole vennero pronunciate a microfono aperto ma il danno, contrariamente a quanto
si possa credere, non fu fatto. Radio Globo, grazie a questa affermazione condivisa da uno dei suoi speaker,
ottenne interazione che, tradotto, vuol dire pubblicità. Sembra essere questa la ragione della radio
capitolina quando va in onda l’irriverente Morning Show.
Coming out in diretta

Ecco che arriviamo a questa mattina con un altro dei noti conduttori della radio, Federico De La Valée, a
farsi protagonista di una vicenda tanto delicata quanto chiacchierata: il coming out. Solitamente, quando si
pensa a questa azione, il pensiero va a una rivelazione sessuale; anche se coming out può essere qualsiasi
cosa che non era ancora stata detta. Insomma, De La Vallée non ha condiviso la sua storia in famiglia, ha
scelto di coinvolgere la radio, i colleghi, e tutti gli sconosciuti all’ascolto. Per lo più in diretta, facendosi
guidare fino al coming-day da una campagna pubblicitaria condivisa con l’emittente. I social di Globo erano cosparsi di mistero da quasi una settimana: c’era un promo enfatico che annunciava
ciò che sarebbe avvenuto; e c’era la copertina della pagina Facebook modificata con una annunciazione in
rosso: cambiare sesso. Perché un uomo tra i selezionatissimi speaker avrebbe rivelato ciò che non è, ossia
totalmente uomo. Federico De La Valèe, dunque, non è Federico ma Alessia: capelli lunghi e neri, rossetto
sulle labbra, vestiti succinti. E così sarà anche per la legge vista la transizione sessuale che intenderebbe
affrontare.
Purché se ne parli
Ma sono vincenti queste intime strategie che la radio adotta? Sembrerebbe di sì, a patto che quelle ore di
notorietà diventino il coming out degli ascoltatori, ossia “ti ascolto perché mi piaci… sempre”. E cosa spinge
l’emittente più seguita nel Lazio a farsi carico di una storia così delicata? Se la transizione di De La Valée
fosse vera probabilmente tutti vorremmo condividere un abbraccio. Ma se la storia fosse inventata,
insomma, se fosse stata costruita a tavolino, quali sarebbero le reazioni? Anche in questo caso la risposta è
pari a quanto accadde per la versione omofoba di Marchetti. In ogni caso, la scelta di Globo non è sbagliata
se vista sotto l’aspetto del marketing pubblicitario. D’altronde nel Morning Show non si è mai parlato di
filosofi, letterati e intellettuali; e il pubblico – con rispetto scrivendo – compone il popolo rappresentativo
della massa facendosi paladino del linguaggio animale. Se il sociologo Zygmunt Bauman parlava di società
liquida per descrivere la modernità, noi possiamo parlare di radio solida ma capace di frantumarsi in
fragilità nascoste anche per 30 anni. Purché se ne parli, appunto, perché i numeri – per alcuni – sono tutto.