Il dominio degli Smart Speaker
Sono agili, belli da vedere e occupano piccoli spazi della casa: gli smart speaker hanno contribuito alla rivoluzione dell’ascolto. Figli di una tecnologia che evolve alla velocità di un sospiro, gli oggetti più ricercati del 2018 rientrano nello spasmodico bisogno di essere al passo coi tempi, possibilmente accogliendo qualcosa in più rispetto a ciò che si possedeva.
Per meglio comprendere le capacità persuasive degli smart, riportiamo i numeri ricavati da una ricerca internazionale, secondo la quale queste velleità tecnologiche sono state l’accessorio di elettronica più in crescita con una previsione di vendite di circa 56,3 milioni di unità entro il prossimo anno. Mentre ne sono stati venduti poco meno di 35 milioni di esemplari nel 2017 e poco più di 5 milioni nel 2016.
Ma cosa fanno gli smart speaker?
La risposta richiama al dovere dell’aggiornamento che sta alla base dei computer estremamente evoluti e poco voluminosi. Gli smart speaker, dunque, possono controllare le funzionalità elettriche della casa accendendo o spegnendo le luci: basta dotarsi di un apparato domotico e guidare lo strumento con la voce. Non solo, ci fanno sapere se siamo in un periodo fortunato listando i segni zodiacali, mostrano le condizioni atmosferiche, le notizie e, inoltre, si connettono alla radio. Grazie a un sistema collaudato, gli oggettini vengono condotti alla facile ricerca della stazione richiesta. Il potenziale degli smart, essendo necessaria la connessione ad Internet, è illimitata. In altre parole, se cerchiamo una radio locale presente sul web, il nostro smart la – potenzialmente – troverà. Tutto in considerazione di una specie di rivoluzione nostalgica che fa finalmente riapparire la radio nei salotti. Nostalgica, sì, ma ancora distante dalla magia del grosso apparecchio acustico di troppi anni fa.
Più importanza ai contenuti.
Caratteristica fondamentale della novità tecnologica è lo scopo: dare più importanza ai contenuti proponendo un ascolto attivo a discapito del passivo, ascolto tipicamente radiofonico. La spiegazione deriva dalla scelta: se scegliamo di attivare lo smart vuol dire che ci interessa sapere qualcosa, altrimenti avremmo prestato attenzione al silenzio.
Se visti dal settore della radiofonia, gli smart speaker colmerebbero il vuoto lasciato dalla scomparsa della radio. Una scomparsa dimenticata in bianco e nero.