Riflessioni, critiche e visioni future sul taglio ai fondi per radio e tv locali nella legge di bilancio 2026 : il problema non è solo l’emendamento.

Il taglio che riaccende una crisi mai risolta

L’emendamento alla Legge di Bilancio 2026 prevede un taglio di 20 milioni di euro l’anno alle risorse destinate alle radio e televisioni locali per il triennio 2026–2028.
La reazione delle associazioni di categoria è stata immediata e comprensibile. Ma fermarsi al numero è un errore. Questo taglio non nasce nel vuoto. Arriva dentro un settore, e mi riferisco in particolare a quello televisivo locale già fragile, che da anni vive in equilibrio precario.

Un comparto debole prima ancora del taglio

Dire che il provvedimento “mette in crisi il settore” è vero ma incompleto. La verità è più scomoda:

  • ricavi Tv pubblicitari locali in calo costante
  • modelli di business fermi
  • costi fissi elevati
  • concorrenza di piattaforme globali impari

Il Fondo non sta salvando un sistema sano. Sta tenendo in vita un sistema già in difficoltà strutturale. Ma chi di noi segue assiduamente una Tv locale? La radio ancora si salva ed i numeri ci danno ragione ma Il taglio accelera un processo che era già in corso.

Il Fondo per il pluralismo: quantità o qualità?

C’è un altro punto che quasi nessuno affronta. Il Fondo:

  • premia davvero la qualità?
  • incentiva innovazione?
  • misura l’utilità pubblica reale?

Oppure distribuisce risorse in modo quasi automatico, senza distinguere? Difendere il Fondo senza mettere in discussione come viene allocato espone il settore Radio e Tv locali a una critica facile: stiamo finanziando inefficienze ed è una critica a cui oggi l’emittenza locale risponde poco.

Perché la stampa viene favorita?

La relazione tecnica è chiara: le risorse vengono spostate verso la carta stampata. Perché? La possibile lettura è che la stampa ha un peso politico maggiore, è percepita come più sensibile sul piano istituzionale, ha una lobby più compatta? Ma come è possibile con i continui crolli di vendite, della raccolta pubblicitaria ed abbonamenti on line che non salgono

Il messaggio implicito è chiaro: radio e tv locali sono considerate meno strategiche. Non è una questione economica. È una questione di percezione politica.

Il vero segnale: lo scavalcamento del MIMIT

Il punto più grave non è il taglio. È la possibilità concessa alla Presidenza del Consiglio di rimodulare il fondo a suo piacimento con un decreto escludendo totalmente il MIMIT Questo sposta l’emittenza locale da settore industriale quale è ad assurda variabile politica? Con meno garanzie più instabilità e peso istituzionale.

Il precedente del 2025: allora era un errore, oggi è una scelta

Nel 2025 era già successo ma era stato un taglio improvviso accompagnato successivamente da accese proteste di settore che ha portato ad un immediato ripristino delle risorse. Ma attenzione quel ripristino fu straordinario, correttivo ed emergenziale. Oggi il segnale è diverso. Il taglio è strutturale e pluriennale. Questo cambia la lettura politica: non è un incidente. È un orientamento.

Il problema di fondo: lo scarso peso politico

Il nodo vero è questo. Le radio e tv locali parlano ai territori, garantiscono informazione di prossimità, ma pesano poco nei tavoli che contano. Finché il settore non si rafforza con rappresentanza, visione industriale e capacità di dimostrare valore pubblico, ogni Legge di Bilancio sarà un rischio.

La gravità di tutto questo

Il taglio dei fondi è grave ma non è il problema principale. Il problema è che l’emittenza locale non è più percepita come infrastruttura essenziale del sistema informativo ed io, noi di Consulenza Radiofonica tutti voi clienti e lettori di questo blog sappiamo bene che non è così. Ma finché questo non cambia i fondi saranno sempre a rischio, il pluralismo resterà uno slogan e le le crisi torneranno ciclicamente.

E ogni volta sarà un po’ peggio della precedente.

Articolo a cura di Alfredo Porcaro
C.e.o. di Consulenzaradiofonica.com
Consulente per emittenti radio fm, digital e brand-radio
Docente e formatore radiofoni
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