Alta tensione TER: il 26 luglio i nuovi dati d’ascolto radiofonici

Attesa, sentenza, tensione: sono le parole chiave per descrivere momenti tutt’altro che rilassati in vista della pubblicazione dei dati d’ascolto radiofonici relativi al primo semestre del 2019, ossia quelli compresi tra aprile, maggio e giugno. Da diverso tempo si registrano tensioni sul TER (Tavolo Editori Riuniti) con più di qualche soggetto che avrebbe lamentato numeri distanti dalla realtà.

Radiopallone: cambiano i colori ma il calcio è sempre trasmesso

Estate. Archiviata la memoria dei tempi nostalgici non parliamo più di radioline accese sotto l’ombrellone: i vecchi e grossi apparecchi di un tempo sono stati sostituiti dai più noti e piccoli device tecnologici. Ma è pur sempre la radio una delle fonti per ritrovare musica e notizie. A proposito di notizie: i giorni d’estate si fanno bollenti non solo per le temperature percepite sulla pelle ma anche per gli approcci con la nuova stagione.
Si individuano soggetti sul “mercato”, dunque, ci si corteggia per arrivare a una conclusione positiva. Così fanno le squadre della serie A.

Indici d’ascolto bassi, ma è (quasi) trionfo per la radiovisione

Nel 1980 i The Buggles cantavano “Video Killed The Radio Star”, canzone divenuta icona senza tempo. Anche se mai come in questo caso il tempo ha modificato il corso delle cose, e la profezia del video che avrebbe ucciso le stelle della radio si è rivelata fallimentare. Arriviamo rapidamente al 2007, le influenze del nuovo secolo sono in circolo da un pezzo. I The Buggles sono un lontano ricordo, eppure la canzone icona continua a essere mixata dai deejay e ballata dal pubblico bagnato da spruzzi d’acqua fresca. Fresca come la novità di quell’anno: la radiovisione

Tutta l’emozione minuto per minuto: le voci della radio lasciano il campo

Undici Olimpiadi, venti giri d’Italia, otto mondiali di calcio, cinque Roland Garros. Tutto questo e molto altro in quasi quarant’anni trascorsi in Rai o in giro per il mondo a raccontare alla radio tutto lo sport minuto per minuto. Sono – per meglio dire: sono stati – i numeri che hanno caratterizzato la carriera di Emanuele Dotto, il radiocronista che ha salutato tutti per andare in pensione il 21 giugno, un giorno particolare e coincidente con l’avvio dell’estate.

Bada a dove parli! Attenti conduttori radiofonici: i social network sono “pericolosi”

Nonostante siano passati oltre dieci anni dalla nascita del primo vero social network si continua a vedere il mondo virtuale diversamente da quello reale, seppure la “vita reale” dimostri di non allontanarsi dalla più grande invenzione di condivisione dell’era tecnologica. Tanti gli esempi citabili con le continue schermaglie politiche nate come post su Facebook e riprese nella realtà o viceversa. Lo sanno Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i politici a portata di like; lo sanno i giornalisti che si nutrono di dichiarazioni social per riempire le pagine di giornali o siti web. E lo sanno anche i conduttori radiofonici.