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Pubblicità in radio
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Pubblicità in calo, ma la radio si adatta al cambiamento

Adattarsi al cambiamento è probabilmente ciò che la radio sa fare meglio. Non c’è pandemia che tenga: la radio è sempre accesa per informare e intrattenere. Soprattutto quando siamo costretti in casa. Così l’ascolto radiofonico trova importanti riscontri nella ricerca di TER (Tavolo Editori Radio) che ha analizzato il comportamento degli ascoltatori nella fase pre e post lockdown, riscontrando che i tempi di fruizione del mezzo sono rimasti stabili o cresciuti nell’arco di sette giorni. Con il coronavirus alle porte dunque la radio è tornata ad essere quel compagno da salotto come un tempo.

Fiducia per la radio
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Fiducia alla radio: la preferita su ogni altro mezzo di comunicazione

Trentatré paesi coinvolti per un numero elevato di cittadini. La maggior parte ha scelto la radio come mezzo di comunicazione che ispira maggiore fiducia. Comunque quasi alla pari con la televisione. Eppure lo strumento senza immagini è quello a cui si fa più affidamento, una sorta di cane guida tra la confusione generata dall’Internet delle fake news. Va detto però che la fiducia cambia secondo la provenienza: in Italia si registra il compromesso più importante, con la metà dei cittadini che si fida del comparto radiotelevisivo e delle sue informazioni, col 57% che preferisce l’ascolto della radio.

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