Covid-19

Pubblicità in radio
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Pubblicità in calo, ma la radio si adatta al cambiamento

Adattarsi al cambiamento è probabilmente ciò che la radio sa fare meglio. Non c’è pandemia che tenga: la radio è sempre accesa per informare e intrattenere. Soprattutto quando siamo costretti in casa. Così l’ascolto radiofonico trova importanti riscontri nella ricerca di TER (Tavolo Editori Radio) che ha analizzato il comportamento degli ascoltatori nella fase pre e post lockdown, riscontrando che i tempi di fruizione del mezzo sono rimasti stabili o cresciuti nell’arco di sette giorni. Con il coronavirus alle porte dunque la radio è tornata ad essere quel compagno da salotto come un tempo.

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Un calcio al coronavirus: le radio sportive in emergenza

Dopo quello delle grandi guerre mondiali nessun altro periodo è stato così difficile. Per questioni ambientali, certo, ma anche economiche. E proprio come accadeva durante i conflitti bellici la radio fa la sua parte entrando nelle case di tutti. Anche di chi la fa, la radio. In questo senso il coronavirus ha svuotato gli studi e gli stadi, ma le emittenti calcistiche continuano a trasmettere ogni giorno. Roma e Lazio, per esempio, sono le squadre di serie A più chiacchierate in termini di radio private allineate alle misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Coronavirus evento annullato
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Emergenza coronavirus: le Radio lasciano a casa gli ascoltatori

Tra i primi network ad annullare un evento di grande portata è stata Radio Deejay. Il 25 febbraio sarebbe andata in scena la Super Follow Deejay, la festa di compleanno dell’emittente che avrebbe coinvolto migliaia di ascoltatori e curiosi pronti a presentarsi al Party con una maschera di Carnevale per la concomitanza del martedì grasso. Ma niente c’è stato: l’Alcatraz di Milano è rimasto blindato, nessun accesso dedicato ai sorrisi.

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