Lavorare in radio è un obiettivo per molti, per arrivare nei grandi network conta sapersi proporre in un determinato modo.
Capacità e ambizione. Qualità fondamentali per uno speaker radiofonico: un conduttore deve sempre alzare l’asticella dei propri standard se intende migliorarsi. La maturazione artistica passa anche dall’approccio che ciascun presentatore ha con il settore lavorativo che occupa o vorrebbe occupare: la radio FM resta la Serie A per un conduttore, arrivarci significa mettere amore, sacrificio e applicazione in ogni diretta per sperare di essere notato dai grandi network. L’ulteriore step da compiere è sapersi porre in modo adeguato in una grande realtà.
Ciascuna emittente, negli anni, modifica il proprio organico. La redazione cambia a seconda di esigenze e priorità. Il segreto è carpire il momento opportuno per presentarsi a un network: l’importanza di sapersi proporre diventa basilare, specialmente quando i tratti della radiofonia hanno assunto diverse connotazioni. Chi si presenta ad una realtà dovrà, innanzitutto, dimostrare di conoscerla a menadito: mission aziendale, linea editoriale e tratto distintivo dell’emittente dovranno essere introiettate al meglio al punto di intavolare una conversazione adeguata con lo Station Manager, qualora ci fosse l’opportunità di un colloquio conoscitivo.
L’importanza del provino nelle produzioni radio
Sul piano concettuale è utile presentare una demo originale. La base per fare un’ottima impressione. Fondamentale è distinguersi dalla massa: dobbiamo pensare di non essere gli unici a volere quel posto, quindi è opportuno far emergere lo stile e i tratti distintivi del nostro modo di lavorare e approcciarsi davanti e dietro al microfono. Non serve un CV lunghissimo: anzi, è consigliata una breve presentazione scritta con le nostre esperienze pregresse, che dovrà accompagnare anche il colloquio conoscitivo, in allegato alla registrazione con un esempio di talk.
Nella fattispecie: un intro, un outro, talk parlato, teaser annuncio e disannuncio di un brano. Tutto omogeneo e montato al meglio per far capire all’interlocutore che possiamo destreggiarci con il timing nel modo più consono a seconda del tipo di programma, oppure se siamo al cospetto di una radio di flusso. Oltre alla parte più tecnica, particolare rilevanza assume l’atteggiamento e l’estetica della voce. Quello che esprimerà la clip dovrà essere restituito anche in sede di colloquio. Un modus operandi che deve essere sintetizzato in pochi minuti per far capire agli addetti ai lavori che siamo pronti per il salto di qualità: sicurezza, praticità, empatia e coinvolgimento. Molto, nella carriera di uno speaker, lo fa l’approccio: tanto con gli ascoltatori, quanto con i datori di lavoro.
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Articolo a cura di Andrea Desideri


