Scrivere per la radio è fondamentale. Gli autori lavorano dietro le quinte affinché la ribalta, durante la diretta, assuma la sua importanza. Quello che bisogna sapere.
In radio si parla molto, ma dietro a ogni parola detta al microfono c’è una buona percentuale di scrittura e preparazione dei contenuti. Scrivere per la radio diventa fondamentale in quanto, avendo a che fare con il tempo, occorre avere tutto a disposizione più rapidamente possibile. La gestione dello spazio a disposizione può variare a seconda del format: ogni programma gode di vari criteri e situazioni – nel corso della diretta – da poter sfruttare: anche nella presunta improvvisazione, quando si è on air, bisogna confrontarsi con un leitmotiv tracciato in precedenza dagli autori.
Un autore è colui che principalmente lavora dietro le quinte: asciuga le notizie, rende più spendibile un talk, rimpolpa un blocco leggermente scarno con idee e parole al servizio di chi conduce. Prima di arrivare a questo, bisogna partire dalla scrittura del programma stesso. Gli autori radiofonici, a differenza di quelli televisivi, lavorano per sottrazione: se in tivù gli spazi possono godere di un’ampiezza maggiore, nell’ambito radiofonico occorre giocare sui minuti. In alcuni casi, addirittura, sui secondi.
La scrittura rende più fluida una diretta: il connubio fra autore e speaker
L’autore, quindi, dovrà essere bravo a cucire l’abito ideale addosso a ciascun interlocutore della trasmissione: trarre fuori il meglio dagli strumenti – in questo caso i conduttori e l’equipe – che ha a disposizione. Una volta scelta la mission del programma, ovvero cosa tratterà e con quale obiettivo, si passa alla scansione dei blocchi e alle possibilità su come dar vita a un determinato lasso di tempo. Se ci troviamo in una radio di flusso, non c’è bisogno di particolari accorgimenti: basterà intrattenere l’ascoltatore con qualche piccola curiosità sulla canzone che andrà ad ascoltare, magari inserendo in mezzo un aneddoto particolare sull’artista in questione o sulla stretta attualità, è il gioco è fatto. La scrittura del talk, quindi, mirerà all’enfatizzazione degli aspetti più stringenti e accattivanti.
Scrivere per la radio, l’importanza di “vestire” una notizia
Nelle radio di programma, invece, è necessario portare il pubblico verso nuove forme di coinvolgimento. Ci sarà, dunque, spazio per eventuali monologhi (non troppo prolissi) in cui dovranno emergere particolarità per ogni argomento trattato e selezionato: questo passaggio, in gergo, viene definito “vestire una notizia”. Arricchirla ulteriormente di curiosità e aneddoti sconosciuti ai più: l’autore bravo e quello capace di lavorare di cesello per far emergere la ‘polpa’ di ciascun contenuto dopo aver filtrato il resto. Gli autori, oltre a curare l’attendibilità delle fonti (non solo attraverso la ricerca di notizie, ma proprio attraverso l’analisi dei diversi spunti che la quotidianità mediatica può offrire), adattano la mole di riscontri in una serie di possibili approcci parlati a un ipotetico pubblico di ascoltatori.
L’autore, una guida costante a cui far riferimento nei programmi per le radio
La nuova grammatica è l‘immediatezza e la fluidità che dovranno accompagnare chi scrive non solo durante la rielaborazione di un testo, ma anche nella stesura di nuovi contenuti da proporre al conduttore: gli stessi messaggi che arrivano nel corso delle dirette vengono filtrati ed edulcorati dagli autori – laddove ce ne fosse bisogno – per evitare che la trasmissione risulti eccessivamente lenta e lo speaker sia pedante. Se è vero e plausibile che un conduttore in onda deve leggere il meno possibile, per sembrare più spontaneo, è altrettanto vero che ogni speaker ha un sentiero tracciato prima di ciascuna diretta a cui affidarsi. Gli autori sono dei navigatori che accompagnano i protagonisti dell’etere radiofonico con il proprio estro e le proprie soluzioni – spesso provvidenziali – per dettare la linea da seguire durante le puntate: un lavoro nell’ombra che ha lo scopo di illuminare un progetto radiofonico nella sua interezza.
Consulenza Radiofonica, la professionalità On Air!
Articolo a cura di Andrea Desideri


