Avete mai pensato alla radio come un efficace strumento di inclusione sociale? La scommessa di un format radiofonico innovativo, dedicato alle persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica, parte da ISAV (Io Sono Ancora Vivo), un’Associazione Onlus che fornisce assistenza ai malati di SLA della Regione Abruzzo. Una web radio dal carattere frizzante, un palinsesto dinamico con musica ricercata ma, soprattutto, una radio pensata per favorire l’interazione dei malati allettati.
Spesso queste persone hanno bisogno di calore, di speranza. Vivono in condizioni estremamente difficili ma ciò non significa che perdano la voglia di interessarsi al mondo circostante. Per questo c’è bisogno di più strumenti per coinvolgerli, per sconfiggere la noia e la solitudine.
Noi di Consulenza Radiofonica abbiamo sposato questo importante progetto mettendo a disposizione la nostra professionalità a favore di persone che hanno serie difficoltà. Ma non siamo gli unici: la voce si è sparsa e in poco tempo altri professionisti del mondo radiofonico hanno deciso di metterci la faccia anzi, per l’appunto, la voce. Tra questi, Fabiana Sera conduttrice, attrice, cantante e doppiatrice, con un passato da speaker in diverse radio campane e non; Alessandra Prandi anche lei conduttrice radiofonica, attrice e voce di innumerevoli spot; Gianluca Guarnieri, conduttore ed ex voce di Dimensione Suono Roma. Il fatto che questi professionisti abbiano deciso di animare le trasmissioni di Radio Isav, a titolo completamente gratuito, oltre a dimostrare la loro grande sensibilità ed umanità, indica quanto un progetto del genere riesca a coinvolge le persone ad un livello profondamente emotivo.
Tutti i dettagli di questa speciale avventura appena iniziata, ce li svela Lorenzo D’Andrea, presidente Isav.
Come nasce questo progetto radiofonico?
Il progetto nasce dal lavoro fatto dall’Associazione Isav, nata in memoria di mio padre, che sostiene a livello assistenziale i malati di SLA in Abruzzo. L’attività di volontariato, sulla quale puntiamo molto, ha identificato un bisogno emerso da alcuni questionari che abbiamo sottoposto ai malati in occasione della mia seconda tesi di laurea. Quasi il 40% dei malati ha dichiarato di tenere la tv accesa tutto il giorno, come compagnia, mentre più del 60% guarda la tv pomeriggio e sera. È emersa dunque una grande necessità di distrarsi, ma finora lo si fa solo con la tv, con i social o Youtube. In più c’è da sottolineare il fatto che spesso parenti e amici riducono le visite ai malati al minimo, quindi spesso queste persone si ritrovano sole. Da qui è nata l’idea di creare una radio presente sia all’interno del nostro sito, sia sull’app.
A chi si rivolge, oltre ai malati di SLA?
Radio Isav si rivolge sia ai malati di SLA e quelli allettati, sia ai non malati. In questo modo la radio diventa uno strumento per far conoscere di più la nostra associazione e le attività che svolgiamo. In più, questa giovane emittente web può essere anche un grande mezzo per le aziende, per investire su un progetto importante. Raggiunto un discreto numero di ascolti abbiamo intenzione di trasformare questo servizio aggiuntivo in una srl quindi oltre all’investimento pubblicitario, una parte di utili verrà destinata all’associazione per aiutare i malati di SLA e per incrementare i servizi a loro favore.
A Radio Isav però non ci si piange addosso anzi, si prendono le cose con ironia…
Esatto, Radio Isav è una radio dinamica, frizzante, fatta da giovani. Tutte le trasmissioni vengono portate avanti in modo positivo, così come fanno i nostri volontari quando si recano tutti i giorni a casa dei pazienti. Non stiamo lì a piangere su quanto accaduto, ma cerchiamo di prendere le cose per il verso giusto. 
In questo modo la radio web diventa uno strumento di inclusione sociale…
Assolutamente. Per i malati la radio è sicuramente uno strumento di inclusione sociale perché, vivendo allettati h24, finalmente hanno un’alternativa alla tv e possono contare su un mezzo strettamente territoriale, possono sentirne l’appartenenza ed interagire con le trasmissioni.
Quando e in che modo gli ascoltatori possono interagire con le trasmissioni di Radio Isav?
I malati allettati potranno interagire con il puntatore oculare mandando messaggi su Whatsapp, richiedere canzoni, fare dediche eccetera. Abbiamo creato il palinsesto basandoci proprio sui questionari somministrati ai malati. La programmazione musicale si concentra sulla musica anni ’70 e ’80, suoneranno i migliori cantautori italiani ma ci sarà anche la migliore musica british. Per quanto riguarda invece i programmi, si parte la mattina dalle 9 alle 11 con “Per chi suona la campana” il programma in diretta condotto da Emiliano d’Agostino. Poi ci saranno diverse rubriche e programmi a tema con personaggi di spessore del territorio abruzzese e non, che collaborano con noi in maniera gratuita. Pian piano inseriremo anche altri speaker, stanno già facendo formazione.
Quali sono le tue speranze o le aspettative per questo nuovo progetto?
Il primo obiettivo è di centrare l’ascolto dei malati, è l’inclusione sociale. Perché il malato, anche chi non prima non ascoltava la radio, ora può diventare parte attiva delle trasmissioni. Può aiutarci a costruire il palinsesto, può suggerire la musica o addirittura i programmi. Il secondo obiettivo è quello di far conoscere l’Associazione Isav il più possibile. Infine, spero che questa radio diventi uno strumento per finanziare le nostre attività e per attirare investitori.
Bene Lorenzo, a questo punto dacci tutte le coordinate per poter ascoltare Radio Isav!
Potete ascoltarci su www.iosonoancoravivo.org/radioisav o scaricando l’app su iOS e Android Radio Isav.
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