Il valore di una frequenza Fm da cosa è dato e come si stabilisce
Spesso, la prima domanda che viene posta da chi vuole aprire / avviare una nuova emittente, è quella relativa ai costi da sostenere per l’acquisto non tanto della strumentazione quanto delle frequenze. Non esiste una regola fissa per determinate il prezzo, ma piuttosto esistono diverse correnti di pensiero a riguardo che andremo ad analizzare.
Valori negli anni a confronto
Nei primi anni 2000, veniva spesso dato come riferimento la quotazione pari a 0.50 centesimi di valore per abitante, dunque una frequenza su un’area popolata da 1 milione di persone, teoricamente valeva 500mila Euro.

Oggi però sappiamo bene che per vari fattori (crisi economica, diffusione di altri mezzi trasmissivi quali il DAB, l’IP e il DTT a costi inferiori ecc.) i prezzi sono in netto calo, tanto è vero che frequenze valutate fino a qualche anno fa 1 milione di €, oggi forse ne valgono appena 300mila se si è fortunati.
I fattori del valore
Parlando con persone che operano nel settore da anni e vivendo le compravendite in prima persona, è emerso infatti che il valore di una frequenza su Roma oggi non supera i 0.25 centesimi per abitante raggiunto, ma ci sono anche altri fattori che ne determinano il valore.
La potenza autorizzata ed il tipo di sistema radiante:
È un dato di fatto che un’emittente con un segnale forte, stabile, pulito e ben distribuito avrà più potenzialità commerciali di una con meno potenza, soprattutto se copre vaste aree piuttosto che un singolo centro urbano.
La frequenza stessa:
Sempre legata al punto precedente, una frequenza “pulita” fino a 300 KHz sopra e 300 kHz sotto per vaste aree, avrà più potenzialità di una con altri segnali sotto e/o adiacenti a 100-200 kHz in pochi kilometri.
Stato di usura dell’impianto trasmittente:
Molti trascurano questo dettaglio ritenendolo poco importante, ma se è vero quanto scritto nei primi 2 punti, una frequenza per dare il massimo di sé deve avere senza dubbio un impianto tenuto in ordine. Questo fattore è determinate, infatti se la frequenza in questione ha trasmesso per anni con un segnale pessimo, pur avendo una buona potenza concessa e stando su una postazione
importante, ne ricade su di essa sia popolarità (perdita di ascolti) che potenzialità commerciale (meno introiti pubblicitari), anche perché, nel mentre, si possono essere creare situazioni in cui i vicini di frequenza ne hanno approfittato per rafforzare i loro segnali facendo diventare complicato il ritorno di una “convivenza pacifica” a pieno regime.
importante, ne ricade su di essa sia popolarità (perdita di ascolti) che potenzialità commerciale (meno introiti pubblicitari), anche perché, nel mentre, si possono essere creare situazioni in cui i vicini di frequenza ne hanno approfittato per rafforzare i loro segnali facendo diventare complicato il ritorno di una “convivenza pacifica” a pieno regime.Impianti spenti
Altra situazione che spesso si può incontrare quando si acquista una frequenza, è quella di trovarsi di fronte ad impianti censiti ma esistenti solo su carta, ovvero le famose “frequenze fantasma” o impianti spenti da parecchio tempo, spesso mesi se non anni.
In questo casi è bene andare cauti, perché avere in mano la scheda che ci autorizza a trasmettere su tale frequenza da tale postazione con tale potenza, non sempre è sinonimo di “vai ed accendi” perché nel corso degli anni le cose possono essere cambiate.
Situazione economica del territorio:
Altro punto fondamentale è la situazione economica dell’area servita dall’impianto, infatti una frequenza che copre 1 milione di persone in una zona economicamente debole non dovrebbe mai valere tanto quanto una frequenza che copre lo stesso numero di possibili fruitori in aree economicamente più vantaggiose.
Disponibilità di frequenze:
Anche questo è un dettaglio non da poco, infatti se è vero il punto citato sopra, una frequenza può avere comunque un valore più alto della norma se la disponibilità di frequenze da poter acquisire è bassa.
Se Radio Pincopallino volesse comprare delle frequenze sui principali capoluoghi regionali, avrebbe più facilità a trovare qualcosa in vendita su Milano e Lombardia in generale piuttosto che a Cagliari città.
Per questo per una frequenza su una città piccola/media, raramente si può trattare sul prezzo, perché chi vende ragiona nell’ottica che “o comprano da me, o non trovano altro” in quanto le frequenze ancora in mano alle radio locali sono poche e i networks ovviamente non vendono.
In conclusione, la quotazione di 0.50 o 0.25 centesimi ad abitante, oggi è solo uno dei tanti riferimenti ma spesso non determinante, in quanto ci sono molti altri fattori da prendere in considerazione in base alle varie correnti di pensiero in materia, soprattutto da parte di chi vende.
È abilità poi di chi compra saper portare avanti le trattative e soprattutto non farsi fregare.
Post a cura di Eros Fortina
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