Le canzoni che cantano Sanremo
La città di Sanremo (Sanroemu in ligure, in antichità Villa Matutiæ), pur essendo l’indiscusso “tempio” della musica leggera italiana (perché ospita il Festival della Canzone italiana), soltanto in poche circostanze è stata citata all’interno delle canzoni.
Gli inizi
La prima edizione del Festival fu nel 1951, nel Salone delle feste del Casinò Municipale; il pubblico era seduto ai tavoli da vecchio café chantant, e cenava mentre i cantanti si esibivano. Eravamo nell’immediato dopoguerra e il Festival di Sanremo venne considerato “la grande evasione” per l’Italia che si affacciava alla modernità e alla spensieratezza. Nel corso degli anni (quest’anno si tiene la 69a edizione ) molte cose sono cambiate: dalla location, al pubblico e al format; ma ormai il Festival è “il tempio della musica leggera italiana”, un riferimento fondamentale per l’intrattenimento televisivo e per lo spettacolo in genere, vera icona del costume del nostro paese. E come ogni riferimento ‘universale’ della società, proprio Sanremo non poteva non essere attratta all’interno dei testi delle canzoni.
L’omaggio di Nilla Pizzi
Il primo omaggio canoro alla città di Sanremo arriva proprio dalla vincitrice della prima edizione del Festival: Nilla Pizzi, nello stesso anno della vittoria con Grazie dei fiori, incide subito
Notte di Sanremo (di E.L. Poletto, 1951), chiaramente dedicata alla città dei fiori: “Forse una fata col manto di stelle sopra Sanremo una notte passò”.
Poi per il Festival arrivarono gli anni delle riprese televisive e dell’Eurovisione; tutto l’Italia poteva seguire l’evento, che divenne sempre più importante nel tempo.
Nonostante il grande successo del Festival, e la crescente notorietà della città di Sanremo, non troviamo altre dedicazioni musicali alla città dei fiori.
La tragedia Tenco
Poi accadde qualcosa di sconvolgente: proprio durante la 17a del concorso, la sera del 27 gennaio 1967 a Sanremo si interruppe la giovane esistenza di Luigi Tenco. L’artista venne trovato morto nella camera n. 219 di una dépendance dell’Hotel Savoy di Sanremo; Tenco si era appena esibito al Festival della canzone italiana con il brano “Ciao amore ciao”, ma non era stato ammesso alla serata finale, classificandosi al dodicesimo posto.
Fabrizio De Andrè, pochi giorni dopo i funerali di Luigi Tenco, insieme a Giampiero Reverberi scrive la canzone Preghiera in gennaio (album Volume 1, 1967), chiaramente dedicata al suo caro amico scomparso (nella canzone, tuttavia, non viene fatto alcun riferimento esplicito a Sanremo, né al povero Tenco).
Anni 70
Qualche anno più tardi Francesco De Gregori pubblica il brano Festival (album Buffalo Bill, 1976): una canzone struggente, inevitabilmente ‘ambientata’ a Sanremo; anche questo è un delicato omaggio all’indimenticato Luigi Tenco: la città di Sanremo è il luogo della canzone di De Gregori (“È la città dei fiori”), nella quale vengono richiamati – con evidente note critiche – anche i numerosi “addetti ai lavori” del Festival. Questi ultimi, dopo essersi dedicati in modo fugace ed ipocrita al povero Tenco, accorrono nuovamente – come se nulla fosse accaduto – nel Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo: “…si ritrovarono dietro il palco con gli occhi sudati e le mani in tasca”.
Anche Rino Gaetano ha citato la città di Sanremo in una sua canzone; lo ha fatto, a modo suo, nella famosissima Ma il cielo è sempre più blu (singolo 1975).
Una canzone dal testo lineare ma sferzante, articolato su parallelismi che esprimono tutte le varie contraddizioni e diseguaglianze della società; ma con un fortissimo messaggio di speranza: il cielo è uguale per tutti, ed è sempre più blu!
Il richiamo alla città di Sanremo è chiaramente riferito al suo Casinò Municipale, un tempo sede del Festival: “Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo”.
Francesco Baccini cita Sanremo nella sua Non solo a Roma (album “Nudo”, 1993); anche in questo caso si tratta di una canzone di tagliente polemica, con la quale l’autore “grida” che l’Italia è tutta da rifare: “da Milano a Palermo, da Cagliari a Bologna” così come “da Sanremo a Catania, da Trapani ad Ancona”. In questo caso Sanremo viene considerata come una sorta di “punto cardinale”, opposta a Catania, in una immaginaria linea che congiunge l’estremità occidentale dell’Italia con quella orientale della Sicilia.
Simone Cristicchi, invece, parla di Sanremo nella sua canzone Non ti preoccupare Giulio (album “Dall’altra parte del cancello”, 2007), con più probabile riferimento ad una mancata partecipazione al Festival della canzone italiana: Anche quest’anno non andrai a Sanremo, perché Morselli ti ha sbagliato il Demo…”. Ma non è dato sapere chi fosse il colpevole Morselli, né l’identità dello sfortunato artista che ha visto sfumata la possibilità di partecipare al Festival della canzone italiana.