Pubblicità in radio, qual è la peggior forma in assoluto?

La pubblicità in radio è una risorsa imprescindibile per l’esistenza di un’emittente, e ormai dirlo è diventato una banalità. Vale però la pena rimarcarlo in quanto questa forma di sostentamento aziendale viene spesso lasciata al caso. Un esempio sono gli spot realizzati uguali per ogni tipologia di cliente.

Realizzare una strategia idonea per la pubblicità della tua radio non è affatto semplice, e su questo siamo d’accordo, ma non deve essere comunque lasciata al caso. Creare lo stesso spot per più clienti, ad esempio, è una strategia poco idonea a pianificare uno sviluppo della tua azienda.

Ogni cliente infatti ha una sua storia, un suo target, un suo obiettivo. Offrire i medesimi strumenti a tutti non aiuterà di certo la crescita della tua emittente, così come quella del tuo cliente, con il risultato che perderai un investitore. Esiste però una forma di pubblicità in radio che non dovresti mai tenere in considerazione.

Qual è il modo migliore per fare pubblicità in radio?

Prima di vedere il modo peggiore di fare pubblicità in radio, sottolineiamo il modo migliore. Più che parlare di una tipologia di contenuto però – che banalmente può essere il classico spot -, la nostra attenzione vuole concentrarsi sull’atteggiamento: di fatto, realizzare con superficialità e approssimazione una qualsiasi forma di pubblicità non porterà mai a risultati importanti per la tua azienda e per quella del tuo cliente.

Qual è la peggior forma di pubblicità?

Fatta questa breve premessa, evidenziamo anche un altro concetto: investire in radio non è mai un’operazione semplice per i clienti, i quali passano molto tempo a studiare, pianificare e scegliere l’emittente giusta per i loro obiettivi.

Dunque, anche tu non dovresti essere da me. Quando un’azienda si rivolge alla tua emittente, è palese che ti debba far trovare pronto, ma è altrettanto necessario essere professionale e capace di soddisfare i loro bisogni – sempre se puoi essere loro d’aiuto (non è mai positivo il valore di uno spot radiofonico realizzato per un’azienda che niente ha a che fare con la tua dimensione).

Insomma, la peggior forma di pubblicità che puoi fare parte dal miglior modo di farla: se vuoi creare un prodotto di qualità, devi conoscere appieno le esigenze dell’azienda che hai di fronte. Nessuno ti chiederà di strafare o di realizzare contenuti che appaiano come veri e propri fuochi artificiali, ma devi essere capacità di dare unicità al tuo cliente.

L’impronta strategia della tua azienda dovrà dunque essere proiettata alla ricerca dell’originalità per il cliente al quale ti rivolgi: devi assicurare che la pubblicità nella tua radio sia un investimento sicuro. Tuttavia questa modalità di lavoro non deve permettere al cliente di sentirsi “uno tra mille”, in quanto è comunque uno dei tanti investitori della tua radio: perciò, va bene dare risalto a chi crede nel tuo progetto per promuovere la propria azienda, ma evita atteggiamenti palesemente adulatori nei suoi confronti.

Ovviamente, come abbiamo sempre detto, i numeri degli ascolti giornalieri e la fidelizzazione degli ascoltatori sono dettagli da tenere sempre in altissima considerazione, in quanto sono elementi che muovono la tua realtà aziendale. Ma un plus di sicuro interesse resta l’originalità: finalizzare un investimento come la pubblicità in radio richiede un certo valore aggiunto, e anche in questo caso è l’unicità dei prodotti che offri ai tuoi clienti.

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pubblicità in radio

 

Pubblicità in radio: un case study della peggior forma di pubblicità

In un video di “Colazione con il CEO“, il fondatore di Consulenza Radiofonica, Alfredo Porcaro, sottolinea come un atteggiamento spavaldo e superficiale, ma anche troppo melenso e adulatorio, nei confronti di un possibile cliente – ma anche di un investitore storico – possa nuocere gravemente alla tua emittente.

L’esempio che viene citato riguarda un conduttore radiofonico che ha dedicato oltre 4 minuti di talk a uno dei clienti della sua emittente. Una vera e propria super-marchettona che potrebbe aver stancato, distratto oppure infastidito l’ascoltatore.

L’espediente comunicativo avrà sicuramente trovato l’interesse del cliente, ma con pochissimi benefici, visto che il pubblico potrebbe aver cambiato stazione. Dimenticare la dimensione radiofonica della tua azienda a favore dei clienti ti renderà un’azienda in vendita, che pensa principalmente al profitto invece di intrattenere il pubblico al quale si rivolge.

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