Proseguiamo con l’ormai consueta rubrica avviata su queste pagine nell’ambito della collaborazione intrapresa da Consulenza Radiofonica con Consultmedia , prima struttura italiana di competenze a più livelli in ambito mediatico.
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L’appuntamento, lo ricordiamo, riguarda le problematiche tipiche del settore radiotelevisivo trattate dall’avvocato Massimo Lualdi, partner cofondatore di MCL Avvocati Associati, law firm specializzata in diritto delle comunicazioni che gestisce in maniera esclusiva l’Area Affari legali di Consultmedia.
L’argomento di oggi è la veicolazione delle web radio sul Digitale Terrestre Televisivo (DTT).
“Ho una web radio e, per ampliare il potenziale d’ascolto, vorrei essere veicolato sul DTT. E’ possibile?”
Da diversi mesi a questa parte, quasi quotidianamente, in Consultmedia riceviamo richieste di questa natura. Esigenza non peregrina, se si vuol consolidare la presenza di una stazione web su altre piattaforme, che allo stato, volendo escludere la modulazione di frequenze, sono le tre declinazioni della tv: smart, sat e – soprattutto e appunto – DTT.
Le strade per conseguire tale obiettivo sono sostanzialmente tre:
1) realizzare una joint venture commerciale-editoriale con un soggetto titolare di un’autorizzazione per la fornitura di servizi di media audiovisivi (FSMA) con associato un logical channel number (LCN) nell’area di interesse (di norma regionale) e veicolare col relativo tramite un contenuto audiovisivo (NB:non solo audio, come si dirà di seguito). Chiaramente la responsabilità editoriale del contenuto sarà del titolare dell’autorizzazione FSMA, assurgendo la web radio al ruolo di mero fornitore di programmi (con gli obblighi e i limiti conseguenti, tra cui il più rilevante è la costruzione di un progetto in casa d’altri);
2) acquistare da un soggetto autorizzato il titolo di FSMA con associato l’identificatore LCN richiedendone la voltura e successivamente negoziando con un carrier DTT il trasporto;
3) richiedere al Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi dell’art.7 della delibera Agcom 353/11/CONS, l’autorizzazione per FSMA con contestuale attribuzione di LCN versando il relativo contributo (500 euro per le comunitarie regionali, 3000 euro per le commerciali regionali), armarsi di pazienza ed attendere il rilascio per avviare le trasmissioni.
In funzione dell’entità del progetto editoriale e commerciale si potrà scegliere tra le tre soluzioni.
Si noti che tutte le casistiche non prevedono la veicolazione di un mero flusso audio, in quanto ciò è previsto solo per i concessionari/autorizzati ex L. 66/2001 e muniti dell’autorizzazione quali fornitori di contenuti in tecnica numerica (le emittenti FM, per intenderci), ma di un contenuto audiovisivo, cioè contraddistinto da immagini animate, atteso che non si considerano programmi audiovisivi le trasmissioni meramente ripetitive o consistenti in immagini fisse.
Avv. Massimo Lualdi per Consulenza Radiofonica La Professionalità On Air