Enjoy….The Silence

 

Oggi è uno di quei momenti dove è difficile fare il nostro lavoro. Tutti pensano che parlare, mettere musica o fare qualsiasi cosa in radio sia semplice o divertente; no ve lo assicuro non è sempre così.

Certo non è spalare il carbone in miniera ma per “camparci” con questo mestiere devi raggiungere dei livelli molto alti. Partire dalla tua bella gavetta di 10/15 anni, sempre se riesci a  trovare una piccola realtà che ti da fiducia e nient’altro; i soldi mancano sempre. Poi credere nel grande salto, fare un biglietto di sola andate per Milano o per Roma e sperare. Lasciandoti dietro tutto.

Questa è la mia storia, la storia di Stefano e di migliaia di ragazzi che tutti i giorni sento ed incontro. Accomunati da un’unica immensa passione:

LA RADIO

1,2 o 3 su migliaia ce la fanno gli altri tornano indietro. Per fare questo lavoro ci vuole testa dura, impegno, sacrificio e solo chi ha un amore immenso per la radio può capire.

Io non so cosa ha spinto Stefano Mastrolitti speaker di R101 ieri a togliersi la vita ma sono sicuro che il suo desiderio di fare radio lo ha portato lontano. 

Facciamo parte di un mondo lavorativo che ci divora ci mangia e poi ci sputa, dove fino a ieri eri qualcuno e dove domani, casomai, sei un mister nessuno. A salire la china ci vogliono anni ma, come dice un mio caro collega, per dimenticarti il pubblico ci mette un attimo.

A volte lo stress che si può avere durante una diretta, dove la tua vita viene scandita dai CENTESIMI DI SECONDO ed il rischio di sbagliare è sempre dietro l’angolo, è alto. La Radio è solo suono….il suono di quello che dici..di quello che pensi: E BASTA.

Non hai immagini a supporto, la gestualità del tuo corpo o una tua espressione facciale non ti sono di aiuto: LA RADIO TI SPOGLIA dai fronzoli dell’esistenza, ti rende semplice, vitale.

Stefano, ti è mancato tanto così per crederci ancora. Perché?

Qualsiasi cosa ti sia successa non valeva  la tua vita.

Ed ora torniamo a far compagnia a chi ci ascolta, il lavoro chiama ma eccezionalmente concedetemi di essere un po’ triste. 

Ed anche oggi me lo ripeto in testa ancora più forte:

Faccio il lavoro più bello del mondo, faccio LA RADIO.

Alfredo.

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