La radio perde ascoltatori? Ma che dati avete letto?

Ho aspettato qualche giorno e l’uscita di tutti gli articolo/comunicati stampa dei vari gruppi nazionali o emittenti areali prima di fare la mia analisi a freddo sulla salute della radio e dei suo ascolti ma prima cosa dicono fatti e numeri?

Le tendenze del 2024 nel contesto TER

Negli ultimi anni, l’analisi degli ascolti radiofonici si è rivelata sempre più complessa e articolata. Il 2024 non ha fatto eccezione, con dati che, a una prima analisi, potrebbero suggerire una crisi del mezzo radiofonico. Tuttavia, una lettura approfondita evidenzia un quadro molto diverso, in cui il 2023 emerge come un anno atipico, fortemente influenzato da pratiche di auto-promozione degli ascolti.

2023: un anno di dati anomali

Nel corso del 2023, alcune emittenti radiofoniche hanno adottato strategie, incoraggiando esplicitamente gli ascoltatori a dichiarare un’esclusività di ascolto nelle interviste del TER (Tavolo Editori Radio). Queste pratiche hanno generato un’inflazione artificiale dei dati, che ha portato il totale degli ascolti giornalieri a livelli insolitamente elevati. Gli ascoltatori dichiarati nel giorno medio, infatti, hanno raggiunto quota 36.343.000, un valore significativamente superiore ai 33.809.000 del 2022.

2024: ritorno alla “normalità”

Con l’eliminazione delle pratiche di autopromozione nel 2024, i dati sono tornati a livelli più realistici. Gli ascolti del giorno medio si sono attestati a 35.077.000, un valore che, pur essendo inferiore a quello del 2023, rimane comunque superiore a quello registrato nel 2022. Questo dato conferma che la radio non è in crisi, ma piuttosto sta attraversando un periodo di stabilizzazione dopo un’anomalia.

Analisi delle performance dei principali gruppi radiofonici

Un approfondimento sui dati del secondo semestre 2024 evidenzia andamenti interessanti tra i principali gruppi radiofonici:

  • Gruppo Radio Mediaset: Il gruppo, che include Radio 105, Virgin Radio, Radio Subasio, RMC Radio Montecarlo e R101, ha registrato una flessione, passando dal 21,16% del totale ascolti nel secondo semestre 2023 al 20,02% nel 2024. Virgin Radio ha subito il calo più significativo (-18,90%), seguita da RMC Radio Montecarlo (-11,10%) e R101 (-8,60%).
  • Gruppo GEDI: Comprendente Radio Deejay, M2O e Radio Capital, GEDI ha visto una leggera diminuzione, passando dal 14,15% al 13,19%. Radio Deejay è scesa dal 9,7% all’8,31%, mentre M2O e Radio Capital hanno mostrato incrementi marginali.
  • Gruppo RTL 102.5: Con RTL 102.5, Radiofreccia e Radio Zeta, il gruppo ha registrato una lieve crescita dal 10,11% al 10,19%. Questa crescita è stata trainata da Radio Zeta, mentre RTL 102.5 ha mantenuto stabili i propri ascolti e Radiofreccia ha subito un lieve calo.
  • Radio 24: Spicca per una crescita del 18,46%, dimostrando una capacità di attrarre pubblico con contenuti di alta qualità e una programmazione mirata.

Analisi dei dati TER degli ultimi 7 Anni*

Per comprendere meglio il contesto degli ascolti radiofonici, è utile osservare i dati TER del giorno medio degli ultimi sette anni:

  • 2017: 34.500.000 ascoltatori
  • 2022: 33.809.000 ascoltatori
  • 2018: 34.200.000 ascoltatori
  • 2019: 34.800.000 ascoltatori
  • 2020: 32.900.000 ascoltatori
  • 2021: 33.400.000 ascoltatori
  • 2023: 36.343.000 ascoltatori
  • 2024: 35.077.000 ascoltatori

L’andamento evidenzia una stabilità del mezzo radiofonico, con una leggera flessione nei periodi più critici della pandemia, seguita da una ripresa nel 2022. Il 2023, come già sottolineato, rappresenta un’anomalia, mentre il 2024 segna un ritorno a numeri più coerenti con la tendenza storica.

*fonte fm-world

Interpretazione dei Dati

Questi risultati sottolineano che il 2023 è stato un anno anomalo, e non un benchmark affidabile per valutare lo stato di salute del settore radiofonico. Il 2024, invece, rappresenta un ritorno alla normalità, con dati che indicano una stabilità complessiva e, in alcuni casi, una crescita significativa.

Ad esempio, il confronto tra il 2022 e il 2024 mostra un incremento dell’2,6% negli ascolti del giorno medio e posiziona il 2024 come terzo miglior anno su 7 rilevazioni

Prospettive futuro

Alla luce di questi dati, il nuovo corso di Audiradio dal 2025 ha una importanza cruciale. Certo permangono alcune perplessità e riflessioni da fare su invecchiamento medio dei conduttori, nessun (o quasi) cambio generazionale degli stessi con giovani di settore relegati in fasce secondarie, target alto-spendente sempre più adulto e mancanza di coraggio nello sperimentare nel contesto dei format da parte dei grandi player nazionali- Attenzione sicuramente ci sono eccezioni a tutto questo ma invece dovrebbe essere la regola.

Il 2024 ha dimostrato che il mezzo radiofonico non è in crisi, ma è essenziale affrontare le sfide del mercato con trasparenza e professionalità, evitando pratiche che possano compromettere la fiducia del pubblico e la credibilità dei dati.

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