La lingua dei segni rende la musica universale

La musica si compone di un linguaggio universale capace di essere capito da tutti.

Non è una frase confezionata per le belle occasioni ma la realtà di fronte alla quale si è trovato Mahmood dopo aver ottenuto il secondo posto all’Eurovision Song Contest di Tel Aviv. Musica fa rima con emozione e sentimento praticamente da sempre. Per questo quando indossiamo le cuffie e digitiamo “play” su qualsiasi tastiera finiamo in un mondo parallelo fatto di forti sensazioni che terminano in pochi minuti.

Linguaggio universale

Quando parliamo di “linguaggio universale” ci riferiamo alla capacità della musica di mettersi in contatto con chiunque. Anche con chi non avrebbe il dono dell’ascolto. Allora viene facile confermare che l’emozione derivata dalle note è chiaro sentimento, che il linguaggio è qualcosa di fondamentale e creativo ai fini di una buona comunicazione. Dopo la sfiorata vittoria all’Eurovision, dunque, Mahmood ha confermato le ottime sensazioni che aveva lasciato sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo. Ha ottenuto un pass per uscire dall’Italia, quindi, si è fatto conoscere e apprezzare fuori confine e noi connazionali abbiamo tifato affinché il risultato ottenuto fosse addirittura migliore di ciò che è stato. Ha espresso il suo linguaggio, Mahmood, il linguaggio di un sognatore che ha tramutato le aspettative in realtà. Infine ha sorpreso, seppure indirettamente, con una versione del tutto particolare della sua ritmata hit “Soldi”.

Segni, segni, segni… clap clap!

Dobbiamo trasferirci in Olanda, allora, per trovarci davanti alla curiosità. È qui che qualcuno ha pensato di creare una versione di “Soldi” per non udenti usando il linguaggio Lis, ossia la lingua dei segni italiana. Nel video diffuso in rete l’interprete Hanneke de Raff “canta” la canzone di Mahmood coinvolgendo lo spettatore con accurate gestualità e con un modo talmente espressivo da desiderare di studiare ogni movimento. È un’alternativa per trasmettere musica, certo, in questo caso interpretandola affinché sia universale. Possiamo dire che l’esperimento è riuscito, che Mahmoood è uno dei pochi artisti italiani ad aver contribuito a un fatto simile. D’altronde il successo radiofonico e sulle piattaforme streaming è la conferma. Un successo che, se fosse riprodotto in Lis, sarebbe come le braccia che si allargano fino a compiere il giro del mondo.

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