Nuova puntata di “Colazione con il C.E.O.“, nuova puntata in cui stavolta sottolineiamo la reale differenza che intercorre tra un “piccolo” e un “grande” imprenditore radiofonico. In tempo di pandemia, infatti, qualcuno ha provato ad approfittarne, e a mettere di fronte la propria strada prima il fatturato e poi i rapporti umani con i propri investitori. Secondo noi, non è questa la via da percorrere.
Qual è la differenza tra il “piccolo” e il “grande” imprenditore radiofonico?
Il dato più importante per una radio non sono i numeri, ma le relazioni umane che si creano anche con i propri investitori. Questo è il momento di stargli vicino, e non di accaparrarsi un fatturato sulla pelle di chi è già messo a dura prova dal Covid. Il piccolo imprenditore, infatti, mira a fare contratti a tutti i costi, fregandosene delle esigenze del proprio cliente.
Il grande imprenditore radiofonico, invece, è al fianco delle attività che da tempo scommettono sulla sua emittente: li coinvolge, li consiglia, li omaggia. Il cliente della radio non è una mucca da spremere fino all’ultimo centesimo soltanto perché viviamo in un momento difficile. Prima bisogna sempre cementificare i rapporti, poi viene tutto il resto.
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