Sono nata con il microfono incorporato: l’intervista a Isabella Eleodori di R101

L’intervista a Isabella Eleodori di R101

Quando si parla di conduttori radiofonici pensiamo a personalità definite. Isabella Eleodori rientra in questa categoria perché ha “l’inclinazione naturale alla comunicazione”. L’inclinazione, ci dice, “è la cosa che non hanno tutti”, quindi è ciò che determina la scelta della carta giusta in un mazzo attualmente ingrossato. Come si riconosce la predisposizione? Quanto conta il feedback degli ascoltatori? Che tipo di rapporto si deve costruire coi colleghi radiofonici? Isabella risponde affidandosi all’esperienza che oggi la vede protagonista su R101, cerca di prevedere il futuro tecnologico – “Le persone dietro al microfono saranno la salvezza della radio”, – ma non dimentica la bambina felice che è stata quando ha ricevuto il regalo più bello: un microfono di plastica.

Nella tua biografia scrivi di essere “nata col microfono incorporato”. Quindi conduttori radiofonici si nasce o si diventa?

 

Tutti e due! L’inclinazione naturale alla comunicazione deve esserci, è la cosa che non hanno tutti e che distingue. Poi ci vuole tecnica, magari una scuola serve per impararla. Ma se non c’è la predisposizione è difficile perché bisogna catturare l’attenzione dell’ascoltatore e tenerla viva.

Come si fa a riconoscere la predisposizione?

Dal modo in cui racconti le cose, il modo che hai di incuriosire. Bisogna capire se quello che stiamo dicendo è interessante prima di tutto per noi, poi bisogna chiedersi cosa vorrebbe ascoltare qualcuno in un determinato momento.

L’importanza del feedback.

Mai perderlo perché per gli speaker è un attimo parlarsi addosso. È importante comprendere quando è il momento di essere sintetici.

Tu cambi spesso stazione.

È difficile che trovi qualcosa che non abbia già sentito, però se qualcuno mi sorprende lo ascolto con piacere. Anche per quanto riguarda la musica sono esigente. La conosco bene, ci sono cresciuta in mezzo e non è facile accontentarmi.

Allora avevi davvero il microfono incorporato.

In effetti da piccola uno dei regali più belli che ho ricevuto è stato un microfono di plastica col quale invece di cantare, parlavo.

Abbiamo citato le scuole per aspiranti conduttori radiofonici.

Se frequenti la scuola non necessariamente diventi lo speaker che può condurre una fascia. Conoscere la tecnica e riempire gli spazi non è condurre, quindi farei la differenza tra i modi di trasmettere. Dicevo che la tecnica è necessaria per capire i tempi di intervento visto che tutto deve scorrere bene quando sei al microfono. Ma allo stesso modo ci vuole carica e capacità di raccontare le cose. Ogni volta che apri bocca devi avere chiaro cosa racconti e devi chiudere nel modo giusto.

Cos’è R101?

Un posto dove sono a mio agio. Anche se è una radio di flusso, R101 mi dà la possibilità di esprimermi scegliendo gli argomenti purché seguano la linea editoriale dell’emittente. È ovvio che i tempi sono stretti, ma è una sfida raccontare qualcosa di interessante in un attimo. Sono contenta, sarà anche la fascia a darmi soddisfazione. Poi quest’anno ho il compagno di viaggio e mi sto divertendo in coppia. Anche se non è facile.

Perché non è facile?

Perché in genere sono una solista, mentre in coppia devi essere generoso verso l’altro, serve affinità, deve crearsi un rapporto da grandi professionisti pur senza sgomitare. È come con l’amore, ci vuole la persona giusta.

Quanto è importante costruire fuori onda questo rapporto?

L’atmosfera che si respira alla radio è determinante per la resa al microfono. Devo dire che da noi i rapporti sono buoni, il nostro regista ha imparato a conoscerci e sa di cosa abbiamo bisogno.

La qualità dei rapporti differenzia radio e Tv?

La radio rimane un mezzo caldo e affidabile. Certo adesso le emittenti sono aziende, bisogna rispettare le regole del mercato. E credo che i contenuti saranno il futuro della radio perché le piattaforme per ascoltare musica sono tante. In macchina è preferibile sentire qualcuno che ci dia informazioni, la voce rassicurante che trovi alla stessa ora.

La fidelizzazione che abbiamo trovato anche nella programmazione natalizia di R101.

Daniele Tognacca (direttore di R101, ndr) rispetta le fasi, sta sull’attualità, si mette nei panni dell’ascoltatore anche in questo periodo dell’anno trascorso in famiglia ascoltando canzoni natalizie.

Cambierà la radio dei prossimi anni?

Sicuramente ci sarà un cambiamento, la radio digitale prima o poi arriverà. Spero che non calino gli ascoltatori, che comunque continuino a cercare una voce amica. Le persone dietro al microfono saranno la salvezza della radio.

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