Proseguiamo con l’ormai consueta rubrica avviata su queste pagine nell’ambito della collaborazione
intrapresa da Consulenza Radiofonica con Consultmedia, prima struttura italiana di
competenze a più livelli in ambito mediatico.
L’appuntamento, lo ricordiamo, riguarda le problematiche tipiche del settore radiotelevisivo trattate
dall’avvocato Massimo Lualdi, partner cofondatore di MCL Avvocati Associati , law firm
specializzata in diritto delle comunicazioni che gestisce in maniera esclusiva l’Area Affari legali di
Consultmedia.
L’argomento di oggi é:
un’insidia amministrativa
in cui molte emittenti radiofoniche stanno cadendo in questo periodo per superficialità, mancata assistenza o attenzione, ma anche, va detto, in qualche caso per imperdonabile indifferenza a norme cogenti.
In queste settimane, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a seguito dell’esame dei dati dei propri sistemi informativi, sta accertando tra le emittenti che hanno provveduto ai sensi della delibera 235/16/CONS alla comunicazione dei dati tecnici ed amministrativi degli impianti FM in esercizio (1) – con ciò attestando la condizione di soggetto esercente l’attività di radiodiffusione sonora – quelle che non hanno provveduto, ai sensi dell’art. 1 del D.M. 23/10/2000 del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, alla corresponsione del canone annuale di concessione.
Come noto, l’art. 4 del citato D.M. prescrive l’obbligo per le società titolari di concessioni e comunque esercenti legittimamente l’attività di radiodiffusione sonora pubblica e privata, in ambito nazionale e locale, di produrre all’Agcom, a dimostrazione dell’avvenuto pagamento del canone di concessione, la copia dell’attestazione del versamento, unitamente ad un’apposita nota (2) contenente i dati relativi al fatturato cui il canone si riferisce, nonché la copia del bilancio di esercizio. A tale riguardo, a partire dall’annualità 2016 vanno utilizzati per l’invio all’Autorità le nuove modalità introdotte dall’art. 4 della delibera n. 235/16/CONS ovvero i servizi telematici del ROC esposti nel portale www.impresainungiorno.gov.it.
Le emittenti che non hanno adempiuto a quanto prescritto vengono diffidate dall’Agcom a provvedere secondo le modalità telematiche stabilite dalla citata delibera 235/16/CONS nel termine di 10 giorni dal ricevimento della comunicazione, con l’avvertenza che, in mancanza, Agcom procederà ai sensi dell’art. 1 comma 30, della L. 249/1997, il quale stabilisce che “i soggetti che non provvedono, nei termini e con le modalità prescritti, alla comunicazione dei documenti, dei dati e delle notizie richieste dall’Autorità sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire duecento milioni irrogata dalla stessa Autorità” (3) . Inoltre, nel caso di mancato pagamento del canone e degli interessi per l’eventuale ritardo,l’art. 6 del citato D.M. 23/10/2000 prevede il recupero delle somme a norma delle vigenti disposizioni in
materia.
Gli interessati sono avvertiti.
Post a cura di Massimo Lualdi per Consulenza Radiofonica La Professionalità On Air, col contributo contenutistico di Newslinet.com
1 cd. “Catasto impianti FM”;
2 sottoscritta dal titolare dell’impresa e controfirmata dal presidente del collegio sindacale ove esistente;
3 oggi, da euro 516,00 ad euro 103.300,00;