Radio e innovazione: FM World apre la strada alle Smart TV

FM World continua a innovare il modo di fare e ascoltare la radio, portando le emittenti anche sugli schermi delle Smart TV. Questo grazie a un nuovo servizio pensato per rafforzare la presenza delle radio nelle case degli ascoltatori, con soluzioni personalizzate e integrate. Ne abbiamo parlato con Francesca Angusti, business developer di FM World, che ci ha raccontato anche il valore della recente masterclass organizzata da Consulenza Radiofonica: un’occasione preziosa di confronto e aggiornamento per il settore.

Qual è stato il tuo percorso professionale nel mondo della radio e qual è il tuo ruolo oggi?

F: “Lavoro in FM World da un anno e mezzo. Sono nuova nel settore ma con i miei colleghi ci stiamo muovendo verso direzioni interessanti. Come sono arrivata qua? Tramite 22HBG, l’azienda madre di FM World che si occupa di ricerca e sviluppo in ambito digitale e tecnologico. Sviluppiamo software e ci muoviamo verticalmente all’interno del mondo broadcast. Le radici radiofoniche all’interno delle quali opera l’azienda risalgono a diversi anni fa e nel corso del tempo abbiamo aumentato il nostro know how e consapevolezza all’interno del settore radiofonico, tenendo anche un piede nel mondo dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo in generale. Io sono arrivata qua come business developer in parte per la formazione che ho avuto, partendo prima da una laurea in Comunicazione e Marketing per poi laurearmi in Economia e Finanza. Il mio ruolo attuale è in realtà il risultato di un’evoluzione naturale di quella che è stata la mia formazione e il mio percorso all’interno di 22HBG riuscendo, anche grazie ai miei colleghi, a costruirmi una figura molto interessante”.

Cosa rappresenta ad oggi FM World per chi fa radio? 

F: “Indubbiamente FM World è conosciuta come testata giornalista. Da tanti anni insieme al direttore Nicola Franceschini abbiamo un sito di riferimento con tutte le news principali dal mondo radiofonico ed è ben riconosciuta a livello nazionale. Accanto alla testata c’è anche la nostra applicazione, un aggregatore di radio che permette di ascoltare e vedere le emittenti desiderate. Che cos’è FM World? Ad oggi lo definirei un concetto radiofonico che permette di essere presente all’interno del mondo broadcast da diversi punti di vista: testata giornalistica, aggregatore, sito, smart TV, app personalizzata e tutto ciò che può comporre un ecosistema digitale”.

Come si costruiscono partnership o nuovi strumenti al servizio di chi ascolta la radio?

F: “Il nostro è un approccio che ascolta molto i bisogni delle radio che ci circondano. Cerchiamo di offrire delle soluzioni quanto più personalizzate e adatte a quella che è la realtà con la quale ci relazioniamo perché il problema oggi è che spesso il mercato offre prodotti tutti uguali, che non sempre soddisfano al 100% le esigenze del singolo. Di conseguenza, ciò che ci distingue e ci fa andare a letto sereni è proprio il fatto che ci impegniamo a risolvere il problema specifico di un’emittente, perché non siamo tutti uguali e non possiamo minimizzare l’offerta di mercato con un prodotto standardizzato”. 

Tra le ultime novità di FM World c’è il lancio della nuova piattaforma per Smart TV. Come funziona e cosa ha di diverso?

F: “Grazie al supporto di 22HBG siamo in grado di creare delle applicazioni personalizzate per le radio compatibili con i principali brand di smart TV. Per una emittente che non vuole essere solo ascoltata ma vuole entrare nelle case degli ascoltatori, che in questo caso diventano telespettatori, riusciamo ad offrire anche questo supporto compatibile con Samsung, Sony, LG, insomma i principali brand utilizzati dagli italiani. Le app che sviluppiamo sono sia delle app semplici che integrano un flusso audio e video se c’è, ma anche delle applicazioni più complesse che permettono all’utente di entrare in un ecosistema radiofonico a seconda di quelle che sono le necessità e le richieste specifiche della radio. Dunque non solo app per Smart TV ma anche Apple mobile e tutta la parte dell’incar”.

Come è stata accolta finora dal pubblico questa novità? 

F: “La richiesta è indubbiamente crescente e mi capita di parlare con realtà radiofoniche interessate che vogliono approfondire questo discorso. Il feedback da parte del mercato e degli ascoltatori è positivo e registriamo dati in crescita. A mio parere un’app per Smart TV deve essere sempre accompagnata da una campagna marketing, quindi è necessario che la radio abbia perlomeno una comunicazione efficiente perché non è così immediato trovare una radio in automatico sul player. Come tutte le aziende è bene dotarsi di una comunicazione verso l’esterno che sia semplice e coerente, diretta verso l’ascoltatore. Le radio con le quali abbiamo collaborato hanno mostrato una buona soddisfazione riguardo la performance dei loro ascolti a casa”.

Nelle scorse settimane si è tenuta una masterclass organizzata da Consulenza Radiofonica con nomi di spicco del panorama radiofonico italiano. Che esperienza è stata dal tuo punto di vista? 

F: “Ho partecipato all’incontro con Nicola Franceschini e l’ho trovato molto interessante. Inoltre mi piace lo stile di Alfredo Porcaro e il modo che ha di raccontare e soprattutto di condividere un’informazione. Mi ha colpito l’apertura al confronto, rara da trovare ad oggi nello scenario attuale, dunque la masterclass è stata sicuramente un’esperienza molto positiva”.

Come è cambiato seconto te il modo di ascoltare la radio oggi rispetto a 10 anni fa?

F: “Le possibilità di ascolto della radio oggi sono molto di più perché i punti di fruizione sono aumentati. Credo ci sia stato anche un cambiamento nella percezione dei media tradizionali che stanno tornando ad avere più autorevolezza rispetto al periodo del boom dei social network. Adesso con l’avvento dell’intelligenza artificiale si tende a dubitare molto di più delle informazioni che leggiamo sui social, che possono essere percepite come una comunicazione più leggera e non pensata. In questo scenario la radio e la televisione, secondo la mia sensazione, stanno tornando a ricoprire quel ruolo che avevano qualche anno fa”.  

La radio oggi è anche brand, contenuto, piattaforma in continua evoluzione. C’è qualcosa che secondo te ancora manca nel panorama italiano?

F: “Secondo me stiamo per entrare in un modo di fruire la radio ancora diverso, ma non saprei bene definire quella che è la direzione che potrebbe prendere. Indubbiamente stiamo attraversando un periodo di cambiamento dovuto anche alle nuove tecnologie che si stanno facendo strada. Fatico ad oggi a prevedere uno scenario. L’unica cosa che riesco a prevedere è un cambiamento in termini positivi. Qualcosa si muoverà positivamente e nel giro di altri dieci anni magari la radio avrà tutt’altro sapore”. 

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