Hitler ha ragione: vietato trasmettere Wagner alla radio

Wagner tra i preferiti del Führer

Adolf Hitler è seduto su una poltrona, prende qualcosa da bere, vuole ascoltare musica. Bere ed
ascoltare sono azioni che lo aiutano a pensare. Non ci interessa sapere a cosa pensa il Führer. Sappiamo
che davanti a lui, in salotto, c’è una radio.
In questo periodo storico – il periodo vissuto da Hitler – la radio occupa spazi comuni.
Ma quando deve pensare il Fuhrer preferisce stare da solo, della comunità ha un’opinione sgradevole.
La radio è poggiata su una scrivania, Adolf è molto vicino alla scrivania e gli basta spostarsi appena
restando seduto per azionare il dispositivo. Lo aziona, parte la musica: Richard Wagner.

Dall’immaginario al serio

Veniamo nel duemila, la frustrazione che spingeva il comandante del Terzo Reich ad adottare manovre
di rilassamento non esiste più, ne è stato inibito anche il pensiero. Ma per fortuna esiste ancora la
musica. Si dice che Wagner fosse tra gli autori preferiti dal dittatore. Ecco perché per la nostra
immaginazione lui sta seduto su una poltrona, beve qualcosa, aziona la radio e ascolta proprio il
compositore tedesco.
Dicevamo: siamo nel duemila, il millennio raggiunto da una libertà senza precedenti, si dice, la libertà di
azione, si dice, la libertà per la radio di trasmettere ciò che vuole.
E invece la radiotelevisione pubblica di Israele si è scusata con un comunicato ufficiale per aver
trasmesso alcune musiche di Wagner, una parte dell’opera “Il crepuscolo degli dei”, l’ultimo dramma
parte de “L’anello del Nibelungo”.

L’episodio “assurdo”

È accaduto pochi giorni fa e il motivo, ripercorrendo l’immaginazione hitleriana, si spiega così: se
Wagner veniva ascoltato da Hitler vuol dire che a Hitler piaceva la musica di Wagner; a Hitler piaceva la
musica di Wagner perché Wagner aveva idee antisemite.
Riduttivo, certo, ma è il motivo della protesta.
C’è da dire che le musiche del compositore teutonico non sono vietate in Israele, eppure c’è scarso
interesse per le sue note ritenute contro il popolo ebraico. In effetti nelle sue opere ci sono diversi
riferimenti al concetto di razza, senza contare che lo stesso Wagner scrisse un breve trattato sulla
musica ebraica arrivando alla conclusione che “gli ebrei” sono “incapaci di esprimersi artisticamente”.
Dovute queste precisazioni, vuoi che questi non si incazzino?
Parrebbe giusto scendere nella piazza virtuale dei social network e scrivere due o tre righe di protesta
accompagnate da almeno dieci punti esclamativi (!!!!!!!!!!). Parrebbe corretto senonché “Ci sono tanti
sopravvissuti all’Olocausto che amano questa musica assolutamente magnifica”, la musica di Wagner.

Quindi, dove sta la ragione?

La radio del millennium horribilis può davvero dire ciò che vuole in ogni parte del mondo?
Chi ha coraggio si appelli al concetto filosofico che fa della radio un mezzo di comunicazione libero in
una libertà reclusa.

 

Consulenza Radiofonica – La professionalità On Air!

 

Torna in alto