“Lascio Radio Millennium. Questo sarà il mio ultimo weekend in onda qui”.
Con un post pubblicato su Facebook, Filippo Grondona saluta i suoi ultimi due anni di vita radiofonica.
Dice: Filippo chi? Filippo Grondona.

Comprendiamo e porgiamo la mano anche al lettore generico, seppure questo sia uno spazio adatto e adattato al settore, spiegando: Filippo è “un giovane ragazzo (ripetizione rafforzativa della gioventù) che vive per la Radio”. Con la R maiuscola. Lo scrive lui stesso “in breve” sul social network.
Ha 18 anni, il giovane ragazzo, e ha iniziato a fare radio cinque anni fa. Ma viste le cose come stanno è probabile che dalla radio sia stato cresciuto, che alla mammella come fosse un gain si sia attaccato, che invece del carillon abbia ascoltato una radiolina effemme.
Grondona è attratto dalla radiofonia e la radiofonia sembra avere una particolare attrazione per lui. Vuoi perché è bravo, vuoi perché è giovanissimo e potrebbe essere abbracciato come una mascotte.
Ma se avesse trent’anni le cose starebbero allo stesso modo?
Comunque questa vicinanza tra poli identici non genera distanza, anzi, determina un destino annunciato.
Grondona non stupisce per l’età (diciottoanni) ma per la maturità mostrata.
Fuori dagli schemi
Voltando l’angolo di ogni città è facile incontrare ragazzini confusi, distratti dai giochi o dal vibrato della rincoglionente cassa acustica della discoteca.
Lui non è tra questi, Filippo ha fatto del media per eccellenza la sua ragione tanto che si parla di prodigio; potrebbe fungere da apripista per il ricambio generazionale che alcuni radiofonici vorrebbero.
Filippo usa i social con attenzione, il suo profilo è filo-conduttore: un’esclusiva per la radio.
Desta talmente tanta attenzione tra addetti ai lavori che poche ore fa una conduttrice di una radio romana mi ha scritto per parlare di Grondona. Non voleva parlare della radio, ma di Grondona.
Il suo futuro in fm ?
Grondona è la radio, dunque? Non esageriamo. Però la personalità c’è, conosce tecniche e pensieri che appartengono al mezzo di comunicazione attuale.
Anche se da poche altre parti come nella radio è la soggettività del gusto a indicare la scelta. Proprio come se la radio fosse un cono gelato d’estate all’ombra.
Tornando alla notizia, è sicuro che Filippo non lascerà la radio come ha lasciato Radio Millennium.
Ma non abbiamo certezze sulla sua destinazione.
Volendo fare il gioco dell’indiscrezione, i commenti al post pubblicato su Facebook danno più di un indizio: sarà Roma ad accogliere la sua verve radiofonica?
RDS, per esempio. Ma anche Dimensione Suono Roma o Globo.
Oppure RTL 102.5.
Radio che potrebbero sfidarsi per avere in squadra il conduttore pischello dell’etere moderna. Un primato che andrebbe congelato se fosse possibile arrestare il tempo. Ma il tempo non si arresta e nemmeno la radio, niente manette contenitive neanche al ragazzo sfrenato, amato da conduttori e direttori artistici, commentato e con un futuro scritto “in breve” sul social network.