Strategia, analisi e riposizionamento: la nuova era di Radio Diva FM

A distanza di oltre quarant’anni dalla sua nascita, Radio Diva FM ha scelto di rimettersi in discussione per restare al passo con i tempi, senza perdere la propria anima. L’emittente si racconta come uno spazio aperto dove la musica incontra la vita quotidiana, una realtà che punta ad accorciare le distanze tra microfono e ascoltatore, accompagnando traffico, lavoro e tempo libero con un mix di hit, grandi classici e leggerezza.

Dietro questa nuova fase, però, c’è stato un percorso strutturato di ripensamento editoriale e strategico: uno studio approfondito del pubblico tra Veneto ed Emilia-Romagna, un’analisi delle fasce demografiche e dei comportamenti d’ascolto, l’osservazione del mercato e dei competitor, una ridefinizione del format musicale e del linguaggio on air. Un lavoro che ha coinvolto brand, organizzazione musicale, struttura commerciale e posizionamento territoriale, con l’obiettivo di costruire un progetto solido e coerente con il mercato attuale.

In questa intervista Stefano Garbi, editore di Radio Diva FM, ripercorre le tappe di questo percorso: dalle radici storiche dell’emittente alla fase di start up, fino alla nuova stagione che punta su dati, territorio e relazione diretta con il territorio.

Come nasce Radio Diva FM e quali sono stati i primi step del suo rinnovamento?

Radio Diva nasce da una forte passione che va avanti dal lontano 1979. Io ne facevo già parte, ero piccolino, però già attento. Da quel tempo siamo arrivati ad oggi con i nostri alti e bassi, con cambi di direzione, con profitti e non. Oggi eccoci qua con una nuova veste, anche grazie al lavoro svolto con Consulenza Radiofonica che ci ha aiutato a “cambiare vestito” per permetterci di stare al passo con i tempi. Stiamo affrontando una nuova sfida, di quelle che rianimano le cose che si erano un po’ sopite. Stiamo sperimentando nuove forme per essere competitivi sul mercato. E tutto ciò è molto intrigante. 

Qual è stata la prima domanda che vi siete posti sul target da intercettare?

Il punto più ostico è stato gestire un eventuale senso di tradimento del vecchio ascoltatore, quello radicato, quello storico. Nelle fasi di rinnovamento a volte l’ascoltatore non è portato ad accettare il cambiamento. Dovevamo quindi essere disposti a perdere qualche ascoltatore storico per andare avanti in maniera più programmata. Siamo una radio ancora targettizzata su una fascia d’età che va dai 35-40 ai 60 anni, però la vera sfida è fidelizzare un ascolto più giovane.

Beh, siamo stati felicemente stupiti nel constatare che il vecchio ascoltatore è rimasto, e lavorando su altre forme di comunicazione, come ad esempio sui social, siamo riusciti a far ascoltare Radio Diva anche ai più giovani. I primi feedback dei ventenni ci hanno dato la forza di continuare su questa strada. C’è sempre tanto lavoro da fare, bisogna essere molto attenti, le sfide sono tante ma siamo sereni. Ai miei collaboratori ho detto che dobbiamo divertirci perché alla radio, più che su altri mezzi, si sente tutto.

Nel ripensare il format musicale, quanto è stato importante osservare cosa facevano le altre emittenti del territorio e, soprattutto, cosa non stavano facendo?

Abbiamo evitato di osservare cosa fanno le altre emittenti per non scadere in scopiazzature. Più che altro abbiamo notato cosa i competitor non fanno. Laddove trovavamo buchi sia sull’aspetto artistico che di mercato, abbiamo cercato di lavorare sodo coprendo proprio quegli aspetti. Il lavoro di analisi dei competitor svolto da Consulenza Radiofonica è stato propedeutico e molto importante. 

Anche il lavoro sul format musicale è stato molto approfondito. Qual è ora l’anima di Radio Diva?

L’anima musicale di Radio Diva è la trasmissione di brani anni ’70, ’80 e ’90. Nel riprogrammare la musica abbiamo cercato di non attuare un cambiamento radicale, per non traumatizzare l’ascoltatore. Abbiamo aggiunto un 30% di musica degli anni Duemila e a scalare abbiamo inserito il restante 20% di musica dei nostri giorni. Con Consulenza Radiofonica abbiamo fatto un lavoro di riprogrammazione musicale ben distribuito, ben studiato nelle varie fasce orarie, anche in base al parlato.

Inizialmente pensavo che ai ragazzi giovani non piacesse la musica più datata, ma poi girando per i locali, suonando in giro, ho capito che le cover di oggi vanno sempre a ripescare tra quella musica lì, e mi son reso conto che i ragazzi sono attratti da questi campionamenti. E con mio immenso piacere ho scoperto che la curiosità per la radio, l’intelligenza della radio, l’umanità che ha la radio, fa presto a fare breccia anche sui giovani.

In che modo la conoscenza del pubblico vi ha aiutato a costruire proposte più efficaci per i clienti?

È stata fatta un’analisi di mercato sull’ascoltatore che viene aggiornata di volta in volta. Noto una crisi soprattutto nelle piccole e medie attività che attribuisco anche a una certa incertezza ad un livello più ampio, che causa nell’imprenditore una mancata voglia di investire anche in altri settori. È stato fondamentale capire quali fossero le esigenze di una determinata attività.

Siamo partiti con la valorizzazione del territorio creando un tessuto commerciale, insieme alle amministrazioni, per portare clienti. Poi abbiamo chiesto alle attività di fare la loro parte e contribuire ad un progetto a lungo termine. La risposta che abbiamo sul territorio è buona, però stiamo apportando delle idee innovative e questo ha un po’ destabilizzato anche l’amministrazione pubblica che non era pronta ad un cambiamento. Per fortuna le cose stanno cambiando velocemente e nonostante la crisi che colpisce un po’ tutta Italia, stiamo provando ad aiutare le attività dei centri storici che, vuoi per l’ecommerce o per la presenza dei grossi centri commerciali, stanno soffrendo parecchio.

Dopo il lavoro in fase di start up, quali sono gli indicatori che vi fanno capire di essere sulla strada giusta?

Ti parlo soprattutto di eventi sul territorio. Ci siamo rimboccati le maniche e siamo scesi in campo tra la gente. Contrariamente a quanto succedeva in passato, la radio è uscita dagli studi ed è andata in mezzo alle persone. Gli indicatori positivi sono arrivati con le piccole iniziative che abbiamo realizzato proprio in esterna, raccogliendo feedback importanti. La sfida adesso è quella di strutturare la radio e continuare a sviluppare il progetto. Dobbiamo crederci tutti, noi in primis, ma anche le istituzioni, i commercianti, i cittadini. In questo percorso sono contento di avere trovato dei giovani con le idee fresche, a volte mi fanno delle proposte che da boomer mi lasciano perplesso, ma poi sperimento, investo e su questo devo dare loro atto che hanno ragione su cose che io non avrei mai fatto. Tutto sta nel mettersi sempre in discussione.

Hai bisogno di Consulenza Radiofonica per sviluppare o riposizionare la tua emittente?

Ogni radio ha una storia, ma non tutte scelgono di analizzarla in profondità per trasformarla in un progetto strutturato e sostenibile. L’esperienza di Radio Diva FM dimostra quanto un percorso di consulenza radiofonica possa fare la differenza quando si parte dai dati, si studia il territorio e si costruisce un’identità coerente con il mercato. Se stai pensando di sviluppare o riposizionare la tua emittente, lavorando su target, format musicale, brand e modello commerciale, clicca qui per costruire insieme una strategia solida e su misura.

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