Web radio o Radio FM? Non è solo una scelta tecnica, scopriamo insieme perché il supporto di un consulente legale è fondamentale

Il settore radiofonico continua a evolversi rapidamente, esistono aspetti normativi, burocratici e contrattuali che non possono essere sottovalutati. Web radio e Radio FM non sono due modi diversi di fare la stessa cosa, sono due universi normativi separati, con costi  e obblighi completamente diversi.

Non è una questione di preferenza o di budget. Sono due universi normativi che se confusi, producono errori molto difficili da correggere a posteriori.

La web radio, prima facie potrebbe paragonarsi ad  una porta a soffietto  (apparentemente aperta), il percorso più accessibile, dove “accessibile” non significa “senza obblighi”, senza regole, perché i diritti che sei tenuto a pagare ai legittimi autori, nascono nel momento in cui trasmetti musica e, se nel tuo palinsesto ci sono notiziari o contenuti informativi strutturati, sei tenuto a registrare la testata giornalistica presso il Tribunale in cui ha sede la tua emittente.

 

L’Italia non ha ancora una normativa organica sulle web radio.

L’AGCOM le classifica come “fornitori di contenuti attraverso rete telematica”, ma le conseguenze pratiche di questa etichetta cambiano in base al tuo modello di business. È uno di quei nodi che solo un consulente può aiutarti a risolvere, ahimè, mi dispiace dirtelo, ma un motore di ricerca non lo risolve facilmente, del resto, se la web radio è una porta a “soffietto”, la radio FM è una porta blindata.

Lo Stato “non assegna” nuove frequenze da anni; Il Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze, ultima versione aggiornata nel 2022, è il piano regolatore delle frequenze, risultato della pianificazione dello spettro radio a livello nazionale volta a massimizzare l’efficienza e garantire l’armonizzazione dell’uso della risorsa spettrale.
L’unico modo per entrare nel mondo radiofonico (della tecnica analogica – FM per intenderci) è acquistare una concessione già esistente, unitamente ad una frequenza, un impianto censito collegato a quella specifica concessione, con costi elevatissimi proprio perchè la banda è satura.

Tra l’altro, acquistare una frequenza senza una DUE  Diligence giuridica approfondita, sarebbe altamente rischioso, è un po’ come acquistare un appartamento senza effettuare opportune verifiche sulla sua situazione ipotecaria.

A tutto questo si aggiungono gli adempimenti strutturali come la costituzione della società, registrazione della testata giornalistica, nomina di un direttore responsabile iscritto all’Albo, iscrizione al ROC, Informativa Economica di Sistema annuale, tassa di concessione governativa ed una mInisteriale. Una struttura normativa che richiede esperienza, soprattutto, al fine di evitare quelle situazioni spiacevoli come la scoperta di Frequenze gravate da contenziosi, irregolarità tecniche, vizi documentali, che non sempre si vedono a occhio nudo.

Una delle cose che sento più spesso da chi si avvicina al settore è: “perché ci sono così tante regole? Perchè devo accollarmi, anche, i costi di consulenza?

E’ importante capire che affidarsi a un consulente non è una spesa. È un investimento!

L’informazione è ovunque, in pochi minuti trovi guide su come aprire una radio, quali contratti stipulare, quali enti contattare, a volte ci illudiamo che “interrogare l’AI” possa essere la soluzione al nostro quesito. Il problema, in realtà,  non è trovare l’informazione, ma applicarla al caso concreto, al tuo caso specifico, caratterizzato da variabili che mutano in base al contesto territoriale in cui operi o al modello di business che hai scelto per la tua emittente.

Affidarsi a un consulente legale  fin dalle prime fasi del progetto significa evitare errori costosi, tutelare la propria attività e costruire basi solide per il futuro della tua  radio. 

Web Radio o Radio FM? Contattaci: ti aiuteremo a scegliere la soluzione più adatta a te

Articolo a cura di Emanuela Lombardi. Avvocato – Legal Manager & Advisor

 

 

 

 

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