La nostra intervista a Max Fuoky
Che cos’è Web Radio Italiane e come funziona?
Come suggerisce la parola stessa è un aggregatore di web radio italiane. Nasce nel 2015 principalmente da un gruppo Facebook, quando non esisteva ancora il sito. L’idea era quella di creare uno spazio per raggruppare tutte le web radio italiane. Successivamente è nato anche il progetto del portale dove poterle ascoltare. Le iscrizioni sono cresciute in breve tempo ed oggi l’aggregatore conta 350 radio. L’intento è quello di creare una sinergia tra le radio affinché ci sia uno scambio di consigli, opinioni, collaborazioni.
Da qualche tempo poi, grazie all’aiuto di alcuni esperti, tra cui Consulenza Radiofonica, offriamo servizi alle radio iscritte come streaming, produzione di liners, sigle, promo, siti web, applicazioni e tutto quello che riguarda la creazione di una web radio. Si tratta di servizi di alta qualità a prezzi abbordabili, sapendo soprattutto che la maggior parte delle radio non sono a scopo di lucro ed hanno dei costi da sostenere molto ingenti.
Com’è l’approccio di chi ha una radio web e si avvicina a web radio italiane, c’è un po’ di diffidenza?
All’inizio sì perché vedendo in giro tanti enti e portali web che offrono servizi come i nostri, un po’ di diffidenza c’è. Però grazie ad una buona conoscenza del settore, spiegando bene chi siamo e quello che facciamo, raccogliendo i commenti positivi di altri clienti che sono già all’interno del nostro circuito, allora i potenziali clienti si convincono, soprattutto quando si rendono conto della qualità dei servizi che offriamo.
Spesso si ha la percezione che la radio web sia una radio low cost, invece bisogna investire bene e nel modo giusto per farle funzionare. C’è anche un grande lavoro di marketing dietro…
Quello c’è sempre, però una cosa che speriamo di poter offrire in un prossimo futuro è un aiuto sulla questione dei diritti d’autore. Adesso non abbiamo potere decisionale sui diritti alla Siae e Scf e non abbiamo neanche convenzioni perché si tratta di enti molto rigidi. Sarebbe bello però se ci dessero la possibilità di fare delle convenzioni, in modo da limitare i costi delle web radio e far sì che molte più emittenti paghino questi diritti d’autore. Invece così si rischia o di far chiudere le web radio italiane che non ce la fanno a sostenere i costi, oppure farlo clandestinamente, cioè aprire la radio senza pagare e rischiare. Questo sicuramente non porta niente di buono, quindi vorremmo che le radio fossero tutte in regola. E questo è molto difficile per un’emittente che non ha scopo di lucro, così come la maggior parte delle web radio italiane.
In cosa risiede secondo te il punto forte di un aggregatore di radio?
Nel nostro piccolo, Web Radio Italiane ha voluto puntare esclusivamente sul nostro territorio, quindi la particolarità è che siamo un circuito chiuso. Chi vuole ascoltare le web radio italiane si rivolge a noi perché gli altri aggregatori comprendono sia le fm che le web radio straniere, mentre noi raccogliamo solo quelle italiane. In più, il nostro è un servizio gratuito quindi la web radio che vuole inserirsi nel circuito e vuole farsi ascoltare, può farlo sia dal portale che dall’applicazione e può farlo gratuitamente.
Quanti utenti utilizzano oggi questo aggregatore?
La nostra applicazione è molto scaricata e ne siamo contenti, vuol dire che piace. Di certo si può migliorare, anche perché non è aperta da tanto tempo, quindi stiamo cercando di migliorare su diversi aspetti. Il portale invece è molto visitato, dopo 4 anni di vita il sito ha una bella affluenza nonostante ci siano altri concorrenti più famosi.
In tutto ciò giocano un ruolo importante anche i social network?
Assolutamente sì. I social sono un’ottima pubblicità e un ottimo mezzo per far conoscere il nostro servizio. Cerchiamo di utilizzarli il più possibile e come ti dicevo prima noi siamo nati proprio da lì, dal gruppo Facebook che conta circa 4 mila membri. Visto il successo riscontrato abbiamo aumentato la nostra presenza sui social, quindi abbiamo creato anche una pagina Facebook ufficiale, inoltre siamo su Twitter e tutti gli altri social.
Spesso si discute sul futuro della radio, si dice la radio FM è destinata a finire ma più passa il tempo e più si capisce che la radio è davvero in gradi di adattarsi ai nuovi sistemi digitali. In questo senso il servizio di un aggregatore di radio web cosa fa, sfida la leadership delle FM o va di pari passo?
Diciamo che è l’fm che si adatta al web. E questo perché le radio tradizionali sanno che prima o poi internet e il web sarà il canale di diffusione principale, quindi l’fm non sarà più un circuito chiuso.
In conclusione, com’è lo stato di salute attuale delle radio web?
In italia si può fare di meglio. Tendiamo ad andare sempre a rilento rispetto agli altri paesi, quindi se ad esempio in America si possono già ascoltare in auto le radio web, in Italia ci vorrà ancora un po’ di tempo. Possiamo dire però che il futuro è quello, prima o poi le web radio saranno LA radio, si potranno ascoltare web radio americane o australiane e sarai tu a scegliere, non sarai più obbligato ad ascoltare solo quelle emittenti che trasmettono all’interno delle onde.
Vogliamo ricordare come si fa a registrare la propria radio sul portale di web radio italiane?
Certo, si va nel portale www.webradioitaliane.it, nel menu si clicca su “iscrivi web radio”, si compilano tutti i dati e semplicemente dopo 24 ore la radio compare tra gli iscritti. A quel punto la radio sarà online e ascoltabile sia dal portale che dall’app.
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