Vediamo se indovino: sei il direttore artistico di una radio, sei sempre appresso a suoni, voci, palinsesti e pubblico. Strategia e Pianificazione sono le persone con cui passi più tempo, ti prendi sempre responsabilità enormi. Però, qualche tempo fa, un’idea ti è balzata alla mente: REBRANDING!
Avrai sicuramente notato come il panorama mediatico attuale muta alla velocità della luce, e stargli dietro è pressocché sfiancante (e, diciamolo, anche frustrante). Ma si sa, giorno dopo giorno, rischio dopo rischio, resta sempre la stessa, identica, domanda: quello che ha funzionato ieri, funziona anche oggi?
Noi di Consulenza Radiofonica ci siamo occupati spesso di rebranding, e sappiamo bene cosa significa essere il cuore pulsante di una community, e come il cambiamento possa modificare l’amore che il pubblico prova per una radio.
Ma sappiamo anche che l’abitudine è il nemico numero uno dell’innovazione. Ed è giusto fermarsi a riflettere sui punti deboli e sulle potenzialità del proprio brand, però sempre con una visione strategica.
Quali sono i segnali che il tuo brand ha bisogno di un tocco di… Rebranding?
È inutile parlare di soluzioni se non conosciamo i segnali. È opportuno dunque capire quali sono i punti salienti da approfondire per capire se la tua radio ha la necessità di rebrandizzarsi.
Attenzione, però: ogni radio è unica nel suo genere, quindi le seguenti metriche che prendiamo in esame non sono universalmente giuste per ogni azienda. Per scoprire più nel dettaglio questo aspetto, vi rimandiamo alla possibilità di prenotare una consulenza con noi.
Adesso vediamo i dettagli da osservare quando stiamo prendendo in considerazione l’idea di un rebranding:
- L’ANALISI DEI DATI: Quando gli ascolti non calano, siamo tutti felici. Eppure, dietro questa abitudine, si cela una profonda insidia, cioè quella di una stabilità mista a stagnazione. Per cui, è bene considerare anche altre metriche, come il tempo medio di ascolto, l’eventuale cambiamento del tuo pubblico di riferimento e, perché no, anche l’ammontare medio mensile degli investimenti che altre aziende fanno nella tua radio. Confronta i dati, e se molti di questi sono negativi, allora abbiamo un problema!
- COSA DICE LA TUA RADIO: Sicuramente l’avrai già fatto, ma ci teniamo a dare anche i consigli più banali: ascolta la tua radio come fossi un estraneo, e cerca di capire se il suono è datato, se i conduttori hanno uno stile aggiornato, se la tua radio potrebbe essere appetibile a chiunque.
- COME STANNO ANDANDO I TUOI SOCIAL: può sembrare assurdo, ma controllare l’andamento generale dei tuoi social media può aiutarci a dire se il tuo brand è diffuso o meno. È vero, siamo pur sempre nel mondo digitale, ma potrebbe comunque darti un dato in più sulla tua situazione attuale. E poi, tra i commenti, potresti scoprire anche qualcosa che precedentemente non hai notato!
- LA PROVA DEL PERCHÉ: Interfacciati col tuo team, e chiedi il perché qualcuno dovrebbe scegliere la radio per la quale lavorano. Con risposte vaghe o deboli, sicuramente manca qualcosa anche all’interno dell’azienda.
Rebranding come atto di strategia
Quando pensiamo al rebranding, l’errore comune è intenderlo come un ammodernamento del logo o del jingle. Pensarla così però è troppo riduttivo. Partiamo quindi da una domanda fondamentale: cos’è il rebranding?
Si tratta di un processo creativo e strategico volto al cambiamento dell’identità di un brand, e si basa profondamente su quello che vogliamo comunicare e con il legame che vogliamo realizzare con il target di riferimento. Non riguarda solo logo o jingle, ma anche suono, linea editoriale, palinsesto, tone of voice, voci dei conduttori radiofonici e pianificazione strategica a lungo periodo.
Ma perché è fondamentale come strumento? Semplice, il mondo gira e cambia le sue abitudini ogni giorno. Restare fermi nelle proprie convinzioni diventa quindi un autosabotaggio degno di una seduta di psicoterapia.
Non si tratta solo di competere con lo streaming, quanto di mantenere autenticità e interazione che le vecchie radio non sanno offrire. La tua, invece, deve restare al passo coi tempi, devono restare al passo coi tempi, con quanto viene deciso dal mercato attuale.
Tuttavia, devi avere il coraggio di cambiare. In questo articolo possiamo darti tutte le nozioni di cui hai bisogno, ma sono nulle se non è il tuo desiderio, se non ci credi, se hai paura. Il cambiamento è difficoltoso per qualsiasi essere umano, figuriamoci per chi deve gestire un’azienda. Ma tutto richiedere ammodernamento.
Rischiare fa parte della vita e del mestiere. Restare fermi, sperando che un Deus ex machina risolva i nostri dubbi, non servirà. Occorre agire e prendersi la responsabilità di farlo. È importante non restare fermi, anche perché qualche competitor potrebbe essersi già mosso prima di te. Rimanere fermi significa diventare irrilevanti per il pubblico e per il mercato.
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