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Informazioni sul coronavirus consumatori
Radio lovers

Tutti infor(n)ati: col coronavirus siamo diventati perfetti consumatori

Così gli italiani hanno infornato dolci come mai prima, con la dieta alimentare sostituita da quella dell’informazione. Uno studio ha dimostrato che la dieta dell’informazione ha chiamato a raccolta una fetta significativa di casi rappresentativi della nostra nazione. Ha chiesto loro quant’è cambiata l’abitudine e l’ha quantificata in un atteso 85,6% del campione. Interessante notare come il maggiore cambiamento sia stato quello delle relazioni, anche se è nell’ambito dell’informazione che si registra la svolta.

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Nessuna sentenza spegne la radio accesa a tutto volume

Ascoltare la radio non è reato, anche se disturba un vicino. Niente di diverso secondo la conoscenza comune, ma talvolta accade che una sentenza giuridica faccia scuola modificando le abitudini o facendoci aprire gli occhi sulla realtà. Passeggiamo per vie interne della nostra città, sentiamo una musica in lontananza. Procedendo nella direzione delle note ne distinguiamo la provenienza, capiamo che il suono captato dalle nostre orecchie proviene da una casa dove una radio è stata accesa. Perché accendere la radio non potrà mai essere un reato.

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