Il Parlamento svizzero ha riaperto il dibattito sulla dismissione della radio FM, prevista entro il 31 dicembre 2026. Una mozione approvata dal Consiglio nazionale (124 voti favorevoli, 62 contrari e 8 astensioni) chiede di rinviare lo switch-off, prorogando le licenze FM almeno fino al 2031. Ora la decisione passa al Consiglio degli Stati.
La scelta arriva dopo mesi di difficoltà per il settore radiofonico, soprattutto a seguito dello spegnimento anticipato della FM da parte della SRG SSR, completato il 31 dicembre 2024.
I dati di ascolto dopo lo spegnimento FM
Secondo i rilievi ufficiali di Mediapulse SA, pubblicati nel primo trimestre 2025, la transizione forzata al solo DAB+ ha avuto conseguenze significative:
- SRF 3 (Svizzera tedesca): –27% di ascolti
- La Première (Svizzera romanda): –19%
- Couleur 3: –46%
- Espace 2: –49%
Questi numeri mostrano come una parte consistente del pubblico non abbia seguito le emittenti sul digitale. La perdita di quasi la metà degli ascoltatori per Couleur 3 ed Espace 2 evidenzia la fragilità di un passaggio troppo rapido e senza adeguata preparazione. La mozione parlamentare, sostenuta dall’associazione delle radio private svizzere (VSP) e dalla Commissione Trasporti e Telecomunicazioni, mette in luce due aspetti fondamentali:
- Tutela delle emittenti private: la FM resta la piattaforma più seguita e più sostenibile, soprattutto a livello pubblicitario.
- Gradualità della transizione: l’esperienza del servizio pubblico dimostra che il pubblico non è ancora pronto a un passaggio integrale al DAB+.
Per questo motivo, la proroga viene vista come un passo necessario per preservare il pluralismo informativo e l’equilibrio economico del settore radiofonico.
Il dibattito in Italia: quali lezioni trarre?
Il caso svizzero è osservato con attenzione anche in Italia. Le associazioni di categoria, come Aeranti-Corallo, hanno già sottolineato che una transizione forzata al digitale potrebbe comportare problemi simili: perdita di ascoltatori, difficoltà per le emittenti locali e riduzione della raccolta pubblicitaria.
Al momento in Italia non esiste una data ufficiale per lo spegnimento della FM. Tuttavia, il tema resta aperto e la decisione svizzera dimostra che il modello più realistico è quello dell’affiancamento: FM e DAB+ insieme, senza un passaggio netto.
L’Fm è ancora così importante?
L’esperienza elvetica evidenzia un punto chiave: la radio FM rimane ancora oggi centrale per l’ascolto, soprattutto nel settore privato. Il DAB+ rappresenta una tecnologia importante e in crescita, ma la sua diffusione richiede tempi più lunghi e un percorso condiviso con emittenti e pubblico.Per l’Italia, la vicenda svizzera è un campanello d’allarme e al tempo stesso un’opportunità: pianificare una transizione graduale che valorizzi il digitale senza sacrificare la forza e la tradizione della radio FM.
Articolo a cura di Alfredo Porcaro
C.e.o. di Consulenzaradiofonica.com
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Docente e formatore radiofonico