Storytelling alla radio, quando le notizie diventano storie

Non è un segreto ormai che nell’era digitale la trasmissione delle informazioni attraverso i mass media deve avvenire in maniera veloce, facilmente comprensibile, ma allo stesso tempo accattivante. La radio questo lo sa bene visto che, oltre a poggiare le sue forze sul sistema uditivo, spesso entra in sottofondo nella quotidianità di persone distratte o alle prese con attività contemporanee. Le emittenti sono costrette perciò a ricorrere ad espedienti sempre più particolari per raggiungere gli ascoltatori e predisporli alla ricezione delle informazioni. Uno di questi, oggi probabilmente il più comune, è quello dello storytelling.

Gli ultimi anni sono stati monopolizzati, soprattutto nel mondo dei social networks, dal termine stories, cioè brevi unità di contenuto che veicolano mini-narrazioni. Si tratta di un format utilissimo per costruire una relazione dialogica con il pubblico. Ma cosa si intende per “storia” all’interno di uno spazio informativo alla radio? Semplice, significa trasmettere una notizia o un fatto arricchiti da una lettura umana. Di come si confeziona un gr efficace ne abbiamo già parlato qui, ma ora è interessante approfondire come lo storytelling può fare la differenza in un giornale radio. 

Cos’è lo storytelling?

È l’arte di saper raccontare in maniera efficace un fatto, coinvolgendo i destinatari in una narrazione fatta di persone, ma soprattutto distory emozioni. La narrazione diventa, in questo caso, un potente strumento per inquadrare la realtà e spiegarla secondo un senso logico. È attraverso lo storytelling, infatti, che le emozioni umane trovano il loro più efficace mezzo d’espressione. Il racconto permette di rendere un’esperienza comprensibile, comunicabile e memorabile. Quindi trasmettere una storia alla radio serve per organizzare un’esperienza soggettiva e renderla disponibile alla riflessione. Si tratta di un processo interattivo, poiché tutti i soggetti che entrano in contatto con una storia sviluppano molteplici pensieri ed interpretazioni. 

Se un uomo è stato ammazzato, ad esempio, può non bastare la semplice cronaca del fatto. Raccontare chi era quell’uomo, attraverso informazioni sulla sua vita o le testimonianze dei suoi cari, può essere importante per non far cadere quella morte nelle statistiche senza lasciare traccia. È chiaro che poi qui entrano in gioco teorie diverse su quello che il giornalismo radiofonico deve essere. Si può di fatto contestare il voler approfondire l’aspetto emotivo di una vicenda, per paura che questa venga strumentalizzata. Per questo è essenziale porre l’accento sull’etica giornalistica e il modo in cui ci si appresta a lavorare sulle notizie. Non bisogna mai confondere la storia con la fiction. Il valore narrativo sta tutto nel creare aspettativa, mantenere l’attenzione e costruire la memoria.

Storytelling come una missione

Nell’attività di storytelling alla radio, il ruolo del giornalista è quello di mettere ordine e dare un senso alle esperienze quotidiane. In sostanza, la missione e la funzione del giornale radio diventa quella di migliorare la conoscenza raccontando storie. Per dirla “all’americana”: make people know better, cioè “far sì che le persone sappiano meglio”. Questa semplice frase riprende il vero e proprio mantra della radio made in USA, make people feel better, citazione che mette al centro le persone ed esprime il valore sociale della radio. In questo modo si svilupperà anche un rapporto di fiducia tra gli ascoltatori e la persona al microfono che sposerà l’oggettività dei fatti con il coinvolgimento che una radio deve saper sollecitare.

Lo storytelling rappresenta sempre più una sfida per i professionisti del giornalismo radiofonico. Non è detto che il risultato finale sia sempre positivo, ma se si continua ad indagare nelle possibilità di un nuovo modo di veicolare le notizie, si possono esplorare tecniche e scoprire codici linguistici ed espressivi che permettono al mezzo radiofonico di fare un salto di qualità. E soprattutto, di mantenere il passo con l’innovazione tecnologica.   

 

 

Articolo a Cura di Elisabetta De Falco per Consulenza Radiofonica – La Professionalità On Air!

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