Un uomo mille capacità Stefano Meloccaro.
Giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e giocatore di tennis: Stefano Meloccaro è l’anima della duttilità, colui che – almeno per passione – non fa differenza tra la racchetta da tennis, la penna o il microfono. Per lui ogni cosa è comunicativamente attraente se trasmessa bene. Ne è convinto, lo ribadisce più volte e aggiunge che l’importante è avere contenuti. Un concetto che esprime anche davanti alla platea di studenti che seguono le sue lezioni universitarie.
Poi un giorno – durante una fortunosa vacanza – quando la preparazione tecnica ha incontrato la coincidenza è nata una grossa opportunità, quella di collaborare con Edicola Fiore.
Come è stato lavorare con Fiorello?
È stato come fare un master universitario per uno che era fino a quel momento diplomato. Impari e cerchi di capire come si fa, per quanto il talento di Fiorello possa essere esportabile
essendo legato a doti che ha solo lui. Stando vicino a Rosario sono migliorato per quello che piace fare a me, cioè unire la parte seria delle notizie alla leggerezza. Edicola Fiore era proprio questo, con lui ho imparato a farlo meglio.
Si dice che il segreto per fare bene in radio è divertirsi
È il primo segreto. Quando lavori in radio stai facendo cose che servono a interessare l’altro. Se non ti stai divertendo probabilmente verrà fuori una cosa piatta, magari la fai anche bene, ma dall’altra parte arriva un bollettino di guerra.
Tra radio, televisione, giornali e campi di tennis; qual è il posto in cui torneresti sempre?
Questa è una bella domanda (ndr. segue un silenzio di qualche secondo, poi la risposta).
Il posto più tranquillizzante è il campo da tennis. Ma ho la convinzione assoluta che se vuoi
crescere devi metterti in una zona di non conforto. La cosa allenante è andare sopra la soglia. A me piace fare – e consiglio a tutti di farle – cose scomode. Lavorare con Fiorello, che è sempre stato un mio idolo, era una cosa pericolosa: ti metti con il più grande showman italiano e rischi di fare una figuraccia.
Da quando sei a m2o ti senti un tipo pieno di energia?
L’energia non ha età. Non sono un teenager e nemmeno un venticinque ma m2o è una radio energica che piace a tutti. Secondo me ci sono due modi di fare radio: bene o male. Se la fai bene puoi essere energico anche cinquant’anni. Il mezzo è chi lo fa.
Cosa dici ai tuoi studenti universitari quando li incontri?
Insegno Comunicazione dello sport, adatto il tutto al mondo sportivo e ciò che è contenuto nella parola “comunicazione”. Che si tratti di televisione, radio o giornali, l’importante sono i contenuti. Ai ragazzi dico che bisogna essere interessanti, capire chi hanno davanti e far passare il messaggio. Ma se non hai gli strumenti giusti è difficile. Gli strumenti sono rendere interessante te stesso, la tua comunicazione, il tuo modo di arrivare alle persone.
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