Lo speaker radiofonico. La figura più riconoscibile all’interno di una radio. Tanto importante, da indurre chi ascolta a credere che l’intera esperienza radiofonica si riduca alla sola conduzione in diretta. Ovviamente questo non è vero, ma non è nemmeno del tutto falso. In quanto “voce” dell’azienda/radio, il compito di chi parla al microfono è di estrema responsabilità, perfino doppia: nei confronti degli ascoltatori e quelli del proprio editore.
Soprattutto nelle realtà locali, tra conduttore ed editore intercorre un rapporto di amore/odio. La personalità spesso estroversa dello speaker radiofonico mal sopporta le regole imposte dall’alto. Dall’altra, l’editore non sa come incanalare e gestire l’esuberanza dei suoi dipendenti on air.
Abbiamo già parlato dell’importanza della musica e del palinsesto nella costruzione di una radio. Tutti elementi che forniscono allo speaker le coordinate del campo in cui deve “muoversi”. Il prodotto finale, quello che esce dalle casse e arriva alle orecchie dell’ascoltatore, è però strettamente legato alle voci che accompagnano e scandiscono la programmazione.
L’ascoltatore deve essere coinvolto, emozionato, informato, perfino pungolato. E a chi è affidato questo compito, che arriva alla fine di una sorta di catena di montaggio editoriale? Allo speaker radiofonico.
Cosa deve fare lo speaker radiofonico?
In una squadra di calcio ci sono difensori, centrocampisti, attaccanti, portieri, ali e mediani. Allo stesso modo, in una radio ci sono speaker più o meno adatti alle varie fasce giornaliere. Non tutti potranno essere impiegati nelle ore di punta (morning show o drive time pomeridiano). Tutti però, nessuno escluso, dovranno dare il proprio contributo per la crescita dell’azienda. Il compito del direttore artistico è questo: saper individuare la persona giusta per la fascia giusta.
Nelle aziende radiofoniche medio-piccole, spesso lo speaker è anche redattore, e regista di sé stesso. E può essere perfino il selezionatore musicale, oltre a dover gestire il flusso dei messaggi degli ascoltatori e delle interazioni con loro. Il tutto, sorridendo mentre si parla, prestando attenzione a non parlare troppo, stando attenti alle pronunce straniere e scandendo bene le parole.
E ci stiamo limitando solo alle indicazioni più comuni per un conduttore.
Chi vigila sui conduttori?
Tra i compiti di chi si occupa della coordinazione degli speaker in una radio rientra quello del cosiddetto “air-check”, ossia l’ascolto (in diretta o grazie alle registrazioni) degli interventi parlati. Questo, allo scopo di monitorare i propri conduttori in maniera continuativa ed efficace. Se il dipendente sbaglia, il primo compito del suo responsabile è fargli notare dove ha sbagliato, aiutandolo a migliorare. Assicurarsi che vengano messe in pratica le decisioni editoriali stabilite significa migliorare l’azienda.
Nelle realtà più piccole, di solito le figure apicali della radio coincidono o ricoprono diversi ruoli contemporaneamente. In questi casi, non c’è modo di dedicare il tempo necessario all’air-check e al miglioramento delle prestazioni dei conduttori. Ecco che allora, affidarsi a professionisti esterni può essere un investimento che alla lunga porterà enormi risultati.
Uno speaker radiofonico professionale è lo specchio di una radio professionale.
Consulenza Radiofonica. La professionalità On Air.
Post a cura di Livio Leone