La radio come stile di vita: intervista a Lucio Rossomando, editore di RCS75
Cinquant’anni di radio significano cinquant’anni di voci, emozioni, musica, informazione e legame con il territorio.
Nel 2026 RCS75 festeggia il suo cinquantesimo anniversario. Un percorso iniziato nel maggio del 1976 a Battipaglia, nel pieno dell’epoca delle radio libere, quando Mario Rossomando e un gruppo di amici decisero di dare vita a quella che sarebbe diventata la prima radio privata della provincia di Salerno e una delle prime emittenti libere italiane.
Oggi quell’esperienza continua grazie a Lucio Rossomando, figlio del fondatore, che ha raccolto il testimone traghettando Radio Castelluccio verso una nuova dimensione digitale, fino a trasformarla nell’attuale RCS75.
Dalle radio libere agli smartphone: mezzo secolo di evoluzione
«Raccontare il territorio e dare voce al territorio».
Sono queste le parole che sintetizzano meglio la missione di RCS75 secondo il suo editore.
Quando Radio Castelluccio nacque nel 1976, il mondo della comunicazione era completamente diverso. Erano gli anni pionieristici delle radio libere, le “radio pirata”, nate dalla voglia di libertà espressiva e dalla necessità di creare nuovi spazi di partecipazione sociale.
La prima trasmissione avvenne con mezzi rudimentali ma con una straordinaria dose di entusiasmo. Lo stesso Lucio Rossomando ha raccontato come i primi esperimenti tecnici venissero realizzati con antenne artigianali e attrezzature costruite con ingegno e passione.
Da allora il percorso è stato lungo.
Dalla modulazione di frequenza alle piattaforme digitali, dallo streaming alle app per smartphone, fino alla radiovisione e alla televisione digitale terrestre, RCS75 ha saputo accompagnare ogni cambiamento tecnologico senza perdere il proprio DNA.
«Nel 2006 abbiamo iniziato a investire sullo streaming online e nel 2009 abbiamo sviluppato una delle prime applicazioni per iPhone, permettendo agli ascoltatori di seguire la radio in tutto il mondo», racconta Rossomando.
Una scelta visionaria che oggi appare quasi scontata, ma che all’epoca rappresentava un’importante scommessa sul futuro della radio.
Il segreto della longevità? Identità e libertà
In un mercato radiofonico sempre più competitivo, come può una radio locale resistere per cinquant’anni?
Per Lucio Rossomando la risposta è semplice: «L’autenticità, l’identità e la libertà.»
Valori che hanno accompagnato Radio Castelluccio fin dalla sua nascita e che continuano a caratterizzare il progetto editoriale di RCS75.
Essere una radio locale oggi non significa limitarsi a trasmettere musica o notizie. Significa diventare un punto di riferimento per la comunità, raccontare storie, promuovere eventi, sostenere il tessuto economico e culturale del territorio.
Ed è proprio questa forte connessione con la Campania e con il Sud Italia che ha permesso all’emittente di costruire negli anni una comunità di ascoltatori che oggi supera i confini geografici tradizionali grazie al digitale.
Da radio a media company: l’evoluzione di RCS75
L’evoluzione di RCS75 rappresenta un esempio interessante per tutto il settore radiofonico locale. La radio non è rimasta ancorata al proprio passato, ma ha saputo reinventarsi.
Oggi trasmette in FM, DAB, streaming, app mobile, smart speaker e radiovisione. Negli ultimi anni ha inoltre sviluppato progetti innovativi come il Digital Hub dedicato alla formazione e alla comunicazione digitale e numerose collaborazioni nel settore degli eventi e della produzione multimediale.
Il passaggio più recente è stato quello televisivo.
«La radio è diventata anche TV. In occasione del cinquantesimo anniversario celebriamo anche il primo anno della nostra presenza sul canale 111 del Digitale Terrestre nella provincia di Salerno.»
Un’evoluzione che conferma come il futuro della radio non sia legato a un singolo mezzo di diffusione, ma alla capacità di presidiare più piattaforme mantenendo la stessa qualità editoriale.
Giovani, intelligenza artificiale e futuro della radio
Se c’è un tema che emerge con forza dalla visione di Lucio Rossomando è quello della formazione.
Negli ultimi anni RCS75 ha sviluppato numerosi progetti di web radio nelle scuole della provincia di Salerno, coinvolgendo studenti e insegnanti in percorsi dedicati alla comunicazione e ai media digitali.
Proprio in occasione delle celebrazioni per i 50 anni è stato organizzato un importante evento con la partecipazione di professionisti della radiofonia nazionale e di esperti di innovazione e intelligenza artificiale.
Tra gli ospiti figurano nomi di primo piano del settore radiofonico italiano, coinvolti in masterclass e incontri dedicati al futuro del medium.
Un messaggio chiaro: la radio continua a essere un laboratorio di innovazione, capace di dialogare con le nuove tecnologie senza rinunciare al proprio valore umano.
Cinquant’anni dopo, la radio è ancora viva
In un’epoca dominata da social network, podcast, streaming video e intelligenza artificiale, qualcuno continua periodicamente a decretare la fine della radio.
La storia di RCS75 dimostra esattamente il contrario. La radio cambia forma, cambia linguaggio, cambia tecnologia. Ma continua a svolgere una funzione unica: creare una relazione autentica con le persone.
Quando chiediamo a Lucio Rossomando cosa rappresenti oggi la radio, la risposta arriva immediata e senza esitazioni:
«Viva la radio, perché non tramonterà mai. La radio è uno stile di vita»
E forse il segreto di questi primi cinquant’anni è tutto qui. Nella capacità di innovare senza dimenticare le proprie radici. Nella volontà di guardare al futuro mantenendo vivo lo spirito delle radio libere. Nella consapevolezza che, prima ancora di essere un mezzo di comunicazione, la radio è soprattutto uno stile di vita.