Il nuovo report RAJAR Q2 2025 (che trovate qui) di fine luglio segna un traguardo storico per la radio commerciale in Gran Bretagna. Vediamo cosa è successo e come trarre ispirazione sia in Uk che in Italia
Secondo i dati ufficiali, la radio privata ha raggiunto il 55,7% di share, superando nettamente la BBC (42,1%) e conquistando 8,4 milioni di ascoltatori settimanali in più rispetto al servizio pubblico.
Ascolto radio in UK: cresce il digitale, cala l’FM
Il report RAJAR evidenzia anche un cambio nelle modalità di fruizione:
- Ascolto online al 29,3%, per la prima volta sopra l’FM/AM (26,6%).
- Smart speaker al 18,4% dell’ascolto totale (22,4% per le radio commerciali).
- Boom delle stazioni tematiche digital-only, dedicate a decenni musicali (70s, 80s, 90s) e generi specifici come country, rock o easy listening.

Il nodo dell’ascolto giovanile
Dietro ai numeri positivi si nasconde una tendenza preoccupante: i giovani ascoltano sempre meno radio.
BBC Radio 1 Breakfast, storico punto di riferimento per gli under 35, è in calo (da 4,4 a 4,15 milioni di ascoltatori).
Molte delle emittenti in crescita sono rivolte a un pubblico adulto, mentre la fascia giovanile si sposta verso Spotify, YouTube, TikTok e piattaforme di streaming.
Gli analisti britannici si chiedono se la causa sia solo la concorrenza tecnologica, o se gli editori radiofonici non sappiano più parlare nel modo giusto alle nuove generazioni.
Come riconquistare i giovani ascoltatori
Per recuperare il rapporto con il pubblico under 35, la radio in UK (e non solo) dovrebbe:
- Coinvolgere creator e conduttori della stessa età del target, anche con format sperimentali.
- Integrare audio e video, progettando contenuti multicanale nativi per smartphone.
- Ridurre la lunghezza dei break e usare uno storytelling rapido e diretto.
- Dare spazio alla musica emergente e ai trend nati sui social.
- Costruire community in cui i giovani possano sentirsi parte attiva.
Per gli editori inglesi (e per chi in Italia vuole intercettare lo stesso target), la sfida non è solo tecnologica. È linguistica e culturale: serve una radio che parli la lingua dei giovani, nei loro luoghi digitali, con il loro ritmo.
Articolo a cura di Alfredo Porcaro
C.e.o. di Consulenzaradiofonica.com
Consulente per emittenti radio fm, digital e brand-radio
Docente e formatore radiofonico