FCP-Assoradio ha presentato nuovi dati interessanti nell’ambito del webinar “I Miracoli della Radio” del 26 novembre 2025. L’obiettivo era capire quanto la radio possa incidere sul comportamento delle persone, anche senza il supporto di altri mezzi. Il progetto centrale, “Un Posto in Paradiso”, è stato costruito in modo particolare:
– un marchio completamente nuovo,
– nessuna notorietà pregressa,
– comunicazione basata solo sulla radio.
Un test “pulito” che permette di osservare il mezzo senza interferenze.
I risultati principali
I numeri emersi, raccolti da più interventi e documenti del webinar, mostrano reazioni concrete da parte del pubblico:
- 129 mila sessioni web generate dopo la messa in onda.
- 99 mila utenti unici coinvolti.
- Brand recall dell’11,8% nella fascia 25–54 anni.
- Tempo medio di risposta: circa 1h33 dallo spot all’azione online.
- 75% delle visite da mobile, segno che la radio stimola risposte immediate.
- 90% delle sessioni concentrate entro 90 minuti dallo spot.
Questi dati suggeriscono che la radio è in grado di attivare rapidamente la curiosità e portare le persone a cercare informazioni, anche senza un supporto digitale o visivo.
Perché questo test è utile
Il valore del progetto non sta nel presentare la radio come “miracolosa”, ma nel mostrare alcune dinamiche reali:
- La radio riesce a generare attenzione anche in condizioni difficili.
- Il mezzo può innescare risposte rapide e misurabili.
- Il comportamento degli utenti dimostra che audio e ricerca online lavorano bene insieme.
Sono evidenze utili, soprattutto per chi vuole capire come costruire campagne integrate.
La novità: la psicoacustica applicata alla creatività audio
Durante il webinar è stato presentato anche lo Audiobox-Aesthetics Score, sviluppato con il Politecnico di Milano. Il sistema analizza gli spot dal punto di vista sonoro e produttivo usando modelli di intelligenza artificiale. L’obiettivo è valutare la qualità creativa in modo più oggettivo e prevedere, almeno in parte, il potenziale di ricordo dello spot.
Le creatività con punteggi più alti hanno mostrato fino a +6,3 punti percentuali di ricordo rispetto alla media.
È un passo avanti: non sostituisce il lavoro creativo, ma offre una metrica in più per capire cosa funziona e cosa no.
Radio e digitale: un ecosistema unico
Un altro dato interessante: il 12% del traffico totale del progetto è arrivato dai touchpoint digitali delle radio (app, siti, social, streaming).
Questo conferma un punto importante: oggi la radio non vive solo “on-air”. È un ecosistema che unisce:
- trasmissione,
- piattaforme digitali delle emittenti,
- interazioni social,
- contenuti on-demand.
Chi lavora nella comunicazione può sfruttare questa sinergia per creare percorsi più fluidi e coinvolgenti.
Come interpretare tutto questo
Questi dati non devono essere letti come “dimostrazione assoluta” dell’efficacia della radio. Ma offrono segnali utili e coerenti:
- La radio attira attenzione.
- Spinge a cercare informazioni.
- Si integra bene con i comportamenti digitali.
- Funziona anche con brand privi di notorietà.
- La qualità dello spot influisce, e ora abbiamo strumenti per misurarla meglio.
In altre parole: la radio non è un mezzo isolato, ma un attivatore di percorso.
Cosa può essere utile per chi lavora con le aziende e le radio
Per trasformare questi insight in strumenti operativi servono test e misurazioni più completi:
- valutare non solo il traffico, ma anche le azioni successive,
- confrontare campagne radio con mix diversi di mezzi,
- misurare risultati nel tempo (non solo nell’immediato),
- integrare creatività, pianificazione e presenza digitale della radio.
Sono passi che rendono la radio un mezzo misurabile e non solo “stimolante”. l progetto “Un Posto in Paradiso” non mostra “miracoli”, ma offre una fotografia utile: la radio continua a generare attenzione reale e misurabile, anche quando parte da zero. E la ricerca sulla psicoacustica apre una direzione interessante per migliorare la qualità degli spot. Per chi lavora nel settore – radio, agenzie, consulenti, clienti – è un’occasione per capire meglio come un mezzo tradizionale può integrarsi in un percorso moderno, fatto di audio, digitale e dati.
Articolo a cura di Alfredo Porcaro
C.e.o. di Consulenzaradiofonica.com
Consulente per emittenti radio fm, digital e brand-radio
Docente e formatore radiofonico