L’evoluzione della comunicazione 2.0 ha incrementato la trasformazione della radio, rendendola sempre più “scritta”. Se la storia ha più volte sottolineato l’incredibile duttilità del concetto radiofonico nel web, bisogna anche dare atto che questo vecchio medium è dovuto scendere a qualche compromesso (positivo). Come le dirette su Facebook, che hanno permesso agli ascoltatori di entrare negli studi del proprio programma preferito.
In questa sede, però, ci concentreremo su uno sviluppo inatteso: l’informazione scritta. Se prima la radio era solo parlata, con l’avvento delle nuove tecnologie lo scritto ha trovato terra fertile nei nuovi spazi online dove la voce continua a regnare. Basti pensare che, molto spesso, ciò che è stato detto in radio (web o fm) viene trasformato in un articolo per una sezione del sito dedicato.
News o blog?
Al di là di ciò che pubblicheremo, in prima istanza dobbiamo scegliere l’architettura online dell’informazione scritta. Attualmente si possono fare due scelte: aprire una testata giornalistica registrata a un tribunale e dare vita a una sezione news; creare uno spazio dove riversare opinioni e approfondimenti, cioè il blog. Questa è la divisione più generalista, ma – a seconda del tipo di azienda e della sua mission – vengono fuori altri dettagli e diverse professioni.
Ovviamente, è possibile puntare su entrambi. Per esempio, creando una sezione dedicata esclusivamente alle notizie di redazione e un’altra con temi di approfondimento portati avanti dagli speaker della nostra realtà. Questa è solo un’idea, esistono altre combinazioni, ma ciò che ci interessa in questa sede è l’idea di uno sviluppo verticale della propria esistenza. Perciò, diamo una breve panoramica sulle caratteristiche principali che differenziano news e blog.
La “Radio Scritta”: la scelta delle news
Sia che sia un ampio calderone di argomenti, sia che tu abbia scelto un singolo tema, le news hanno una regola fondamentale: devi essere sempre sul pezzo. Non solo per la concorrenzialità degli altri player in gioco, ma anche per fornire un’informazione rilevante al momento giusto. In questo modo, otterrai autorevolezza in chi ti legge. Importante, dunque, sarà la scelta di un team che abbia competenze giornalistiche, sappia trattare le agenzie di stampa e abbia la prontezza di lanciarsi sul campo, microfono alla mano.
Le radio nazionali, in qualche modo, possono riuscire a stare dietro a questa mole di lavoro, perciò è ammissibile che le suddette aprano una testata con notizie che provengano da tutto il paese. Ma, nel caso in cui si parli di un’azienda locale, è bene fare una scelta consapevole: indirizzare le news sulla propria città di riferimento. Questo potrà garantire anzitempo un campo inesplorato e dalle grandi possibilità di sviluppo, oltre a diventare un punto di riferimento all’interno del proprio territorio.
La “Radio Scritta: la scelta del blog
Anche qui è possibile optare per un’ampia scelta di temi, ma il blog nasce più come una iperverticalizzazione di settore. Pensiamo ai casi dei travel blogger e food blogger. Insomma, è sempre meglio decidere un tema da approfondire, pubblicando pezzi freddi, scritti che non si consumino con il tempo e che possano essere fruibili anche dopo tanto tempo dalla prima pubblicazione.
Inoltre, nel blog può emergere la prima persona, in quanto la sua funzione non è solo informare, ma creare un opinione, far emergere un punto di vista che sia affine alla propria linea editoriale. In questo modo, gli ascoltatori possono immedesimarsi sempre più in ciò che la radio produce, sentirsi “parte integrante” del progetto.
E tu, quale scelta vuoi fare?
Capiamo bene che la scelta è molto complessa. Visto che quanto ci si gioca è la visibilità in rete. Che sia blog o news, infatti, la creazione di uno spazio deputato alla diffusione di informazioni scritte mette in scena i concetti di research e views marketing. Insomma, l’importante non è solo arrivare primi, ma catturare visibilità e pubblico. Ovvio, esistono strumenti dedicati per entrambe le strutture, come la SEO e Google AdWords, che semplificano (in parte) il lavoro. Non è ipotizzabile, però, affermare che le news siano più “remunerative” dei blog e viceversa. Se vuoi saperne di più, contattaci e forniremo il servizio giusto per te.
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Articolo a cura di Angelo Andrea Vegliante
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