Una delle radio cattoliche per eccellenza fa numeri sui social incredibili
C’è una radio particolarmente longeva – è nata nel 1982 – che produce numeri celestiali spesso accompagnati da battute invariabili: “C’ha un segnale della Madonna!”; oppure: “Per forza, si collega direttamente a Dio”. Come se l’Altissimo avesse una parabola con un grosso segnale da trasmettere.

Si tratta di Radio Maria,
l’emittente cristiana nel mondo, che per il numero di ripetitori batte addirittura la Radiotelevisione italiana (Rai). Sono infatti più di 800 gli strumenti sparsi sul territorio nazionale per una ricezione divina. Anche in galleria. Una ricezione eccellente dovuta anche alla monofonia scelta per le trasmissioni, migliore della stereofonia non adatta a una radio di parola.
Per dare un significato ai numeri che determinano il seguito è bene ricordare che, all’inizio del XXI secolo, erano oltre 2 miliardi i cristiani nel mondo. Non tutti ascoltano l’emittente, ma molti le hanno lasciato un like alla pagina Facebook: più di un milione e mezzo.
Un milione e mezzo di volontari, servitori di Dio, cristiani accaniti che accendendo la radio si collegano direttamente a Maria.
Certamente non sorprende che lo facciano anche attraverso i social, sempre più veicoli determinanti per un contatto rapido e – a quanto pare – emozionale.
Quando gli utenti si collegano a Radio Maria, cosa ascoltano?
La pagina Wikipedia dell’emittente ci dà una mano: “La programmazione comprende trasmissioni che trattano principalmente di catechesi, Sacra Scrittura, teologia e attualità ecclesiale […] Ogni giorno vengono dedicate 8 ore di preghiera che spaziano dalla recita delle preghiere del buon cristiano a collegamenti (in diretta da parrocchie, monasteri, comunità religiose, ma anche da ospedali, carceri, caserme) disseminati in tutta Italia con recita del rosario e celebrazioni eucaristiche. Inoltre la sera è previsto uno spazio di preghiere recitate da bambini”.
Il palinsesto
Qualche giorno fa, durante il consueto zapping radiofonico che accompagna i viaggi in automobile, mi sono soffermato su Radio Maria perché incuriosito dal susseguirsi di voci bambine, voci bianche incentivate alla preghiera:
“Come ti chiami?”
“Daniele…”
“E quanti anni hai Daniele?”
“Ne faccio cinque a dicembre”
“A chi vuoi dedicare la tua preghiera?”
“Al mio compagno di banco…”
E giù con le battute recitate a memoria, memoria scarsa a dire il vero perché alla parola bambina
veniva mischiata quella adulta che dettava tempi e testi. Un insegnamento per forza di cose discutibile, comunque timido, talmente timido da derivarsi in tremolio della voce.
Anche in questo caso è Wikipedia a farci salire sulla sua candida mano: “È da sottolineare la diffusione di catechesi specializzate per i bambini, per i giovani (in particolare la catechesi giovanile del venerdì sera), per i fidanzati e per i malati. Accanto alle catechesi vengono spesso mandate in onda, nell’arco della programmazione mattutina, pomeridiana, e serale, trasmissioni di approfondimento a sfondo religioso, culturale e storico, che prevedono la partecipazione di esperti in materia”.
Gli esperti in materia sono preti, suore, vescovi, figure ecclesiastiche che si alternano al microfono con cadenza – manco a dirlo – ecclesiastica. E poi ci sono gli infettivologi. Poche ore fa ho regalato il mio quarto d’ora alla radio cristiana nel momento in cui si discuteva di omosessualità. Un tema tabù a partire dal Vaticano e che per l’occasione ha coinvolto, dopo un timing gestito da una colonna sonora allegra e spensierata, anche gli ascoltatori. Ne è venuto fuori un dibattito fuorviante in cui la destinazione sessuale di ognuno sembrerebbe essere determinata dalla vita vissuta. In altre parole, gli omosessuali sono tali perché durante l’infanzia non avrebbero avuto il sesso opposto come punto di riferimento. Quando è venuta fuori la parola “patologia” ho proseguito il mio zapping.
“Ma anche su Radio Maria, non mancano i momenti di evasione, come il quiz settimanale dedicato ai ragazzi e la quotidiana trasmissione di saluti, dediche e richieste musicali”.
Ecco, non dirò che Radio Maria è una radio come tutte le altre, anzi, Radio Maria è una radio migliore – almeno per la certezza del segnale – delle altre che potrebbe mettere in ginocchio. Perché non sbaglia un tempo e, soprattutto, dice sempre la stessa cosa. In altre parole, fidelizza l’ascoltatore.
Risultati sorprendenti
Tornando ai social, sorprende l’interazione degli utenti sulla pagina Facebook dedicata. Quasi per ogni post ci sono almeno un centinaio di reazioni, con punte che raggiungono i 7 mila click a immagini allegate. Si resta sul tema cristiano, chiaramente, e non c’è spazio per altre necessità. Ogni utente sa che una foto condivisa dalla pagina Facebook di Radio Maria è un rinnovato battesimo religioso, una possibile salvezza che comincia dal mondo virtuale per una vita vissuta in pace dopo la morte del proprio profilo. I “clienti” di Maria condividono la parola del Signore, la alimentano col like quotidiano, la portano sulla propria bacheca in attesa – forse – della chiamata di Dio. Magari attraverso Messenger.
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