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Pubblicità in radio
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Pubblicità in calo, ma la radio si adatta al cambiamento

Adattarsi al cambiamento è probabilmente ciò che la radio sa fare meglio. Non c’è pandemia che tenga: la radio è sempre accesa per informare e intrattenere. Soprattutto quando siamo costretti in casa. Così l’ascolto radiofonico trova importanti riscontri nella ricerca di TER (Tavolo Editori Radio) che ha analizzato il comportamento degli ascoltatori nella fase pre e post lockdown, riscontrando che i tempi di fruizione del mezzo sono rimasti stabili o cresciuti nell’arco di sette giorni. Con il coronavirus alle porte dunque la radio è tornata ad essere quel compagno da salotto come un tempo.

Fiducia per la radio
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Fiducia alla radio: la preferita su ogni altro mezzo di comunicazione

Trentatré paesi coinvolti per un numero elevato di cittadini. La maggior parte ha scelto la radio come mezzo di comunicazione che ispira maggiore fiducia. Comunque quasi alla pari con la televisione. Eppure lo strumento senza immagini è quello a cui si fa più affidamento, una sorta di cane guida tra la confusione generata dall’Internet delle fake news. Va detto però che la fiducia cambia secondo la provenienza: in Italia si registra il compromesso più importante, con la metà dei cittadini che si fida del comparto radiotelevisivo e delle sue informazioni, col 57% che preferisce l’ascolto della radio.

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Divano-time: gli ascolti radiofonici con l’emergenza coronavirus

Potremmo rinominarla così la radio della nostra immaginazione, una radio che si ascolta senza un voltante tra le mani, imprecazioni al semaforo; senza acceleratore. È una radio soft per questo, perché si ascolta sul divano. Grazie alla tecnologia il lockdown radiofonico ha sofferto meno di quanto poteva soffrire. Quindi computer, smartphone, smart speaker hanno permesso alla radio di farsi ascoltare ugualmente. Allora se a calare è stato il classico ascolto in auto, a prendere le redini della ragione ci ha pensato quello casalingo. Una situazione ribaltata da un fattore raro della nostra esistenza.

Radio donne Afghanistan
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Solo donne alla conduzione: in Afghanistan c’è Radio Naz

Negli anni l’Afghanistan è stata troppe volte protagonista della cronaca bellica. Quando si pensa a questo luogo nella mente appaiono immagini di battaglie, povertà, avamposti militari italiani e internazionali. È qui la potenza delle bombe si è mescolata al pianto del bambini. Ma è ancora qui che è nata una radio tutta al femminile. Si chiama Naz Radio, ha sede a Khost, e vede alla conduzione esclusivamente conduttrici e giornaliste che raccontano ogni giorno una visione differente del Paese. La loro visione. È una visione fatta di solidarietà, di amore per il prossimo e di speranza per un futuro migliore

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La Banda del Bruco: speaker e doppiatori per raccontare fiabe ai bambini

Il bruco è un insetto felice, sapiente, e dietro agli occhiali ha due occhi grandi quanto il mondo. Così almeno viene animato. Così è nel caso de La Banda del Bruco. Il bruco è il capo banda e se volessimo assegnare un volto umano a questo animaletto allegro avrebbe esattamente quello di Paolo, speaker e doppiatore, primo tra gli ideatori del collettivo di voci che da settimane allieta le giornate di grandi e bambini.

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