Radio City 4 You: “Siamo per l’ascolto giovanile e l’informazione locale”

Radio City 4 You è un progetto radiofonico che esprime concetti molto cari a Consulenza Radiofonica: verticalità e località. Due caratteristiche contemporanee dell’evoluzione radiofonica che tale realtà ha saputo tradurre benissimo nel proprio territorio (Vercelli, Biella e Novara). Per conoscere meglio Radio City 4 You, abbiamo chiacchierato con l’editore, Marco Cantarella.

Radio City 4 You ha attraversato un’evoluzione importante. Quali sono stati gli step principali?

“Dipende da un discorso di gestione che noi, a livello aziendale, abbiamo preso con questa emittente, sia a livello musicale che editoriale, puntando molto più su un ascolto giovanile, senza tralasciare quella che è l’informazione locale del territorio. Tutto ciò, comunque, è stato inserito nel progetto 4 You, una denominazione aggiunta a Radio City al fine di creare una syndication. Supportato anche da un canale televisivo che copre Piemonte e Lombardia, a giorni aggiungeremo anche l’Emilia-Romagna. La trasformazione è già in atto da marzo”.

L’informazione locale è una caratteristica nettamente nevralgica in questi contesti. Quanto lo è per voi?

“Secondo me è importantissimo, soprattutto per essere presenti sul territorio e per collaborare con Pro Loco e comuni. È una scelta vincente, anche perché sul territorio non abbiamo una grandissima concorrenza. Ad esempio, a Biella non esiste una radio locale. Fondamentalmente non abbiamo una concorrenza spietata sul campo dell’informazione e della pubblicità”.

Come mai Radio City 4 You ha voluto puntare sul mezzo televisivo?

“Perché ormai l’ascolto radiofonico è cambiato. Si va anche sul canale digitale. La maggior parte delle famiglie ormai non acquista più una radio perché hanno una televisione. Secondo me la tv supporterà l’emittenza radiofonica, creando un’interazione. Noi abbiamo pensato a una radiovisione ibrida, non sempre in contemporanea con la radio, ma creeremo degli spazi televisivi che avranno delle loro trasmissioni che non andranno in radio, e viceversa. Questo è il futuro, noi in tal senso stiamo cercando di espanderci. Ci crediamo, siamo tutti appassionati. La passione non va mai via, la radio è una droga”.

Che futuro ha la radio?

“La radio ha futuro. Gli editori devono seguire quelli che sono i nuovi media. Ormai sei non sei presente sui social, diventa difficile. Anche se mi sembra assurdo che per sponsorizzare un programma, noi dobbiamo scrivere sulla pagina Facebook ‘Questa sera andrà in onda XY’. È strano, ma bisogna capire che i tempi stanno cambiando. Vivono tutti col telefonino in mano, e diventa difficile capire per certi editori che sono conservatori del loro mezzo“.

Consulenza Radiofonica, la professionalità On Air

Intervista curata da Angelo Andrea Vegliante

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