Ci piace, da sempre, essere fuori dal coro: investire tempo on line, sui social, nelle ricerche non ergerci a santoni del settore ma a semplici esperti che lavorano con i dati alla mano: staccarci da metodi obsoleti. Sapete perchè? Noi di Consulenza Radiofonica al momento abbiamo fatto una scelta di campo precisa, quasi chirurgica. Abbiamo scelto di stare dalla parte del 90%.
Il mercato delle briciole? No, il mercato del futuro.
I dati del 2026 sono un pugno nello stomaco per chi ama la democrazia, ma una miniera d’oro per chi sa fare business. In Italia, il 90% delle aziende radiofoniche è composto da PMI: piccole e medie imprese.
Eppure, questo esercito di editori coraggiosi incassa solo il 30% ( più o meno) del fatturato totale. Il restante 70%? Blindato nel fortino del 10% dei player nazionali.
Perché preferiamo lavorare e marginare su quel 90% invece di inseguire i grandi colossi? La risposta è semplice: è lì che risiede la vera libertà di innovare. Lavorare con le PMI ci permette di essere agili, di rischiare, di creare formati che i network nazionali — schiavi di logiche di borsa e palinsesti ingessati — non possono nemmeno sognare. Inoltre ,da imprenditori, se si lavora per una grande azienda radiofonica nazionale diventa difficile lavorare anche con altre emittente=fatturare di meno. Quindi si rimaniamo nel 90% anche per fatturare di più: almeno questa è al scelta ad oggi nel 2026.
Quando “storpiare un brand” significa creare valore
Essere innovativi significa trovare nuove strade per far capire il valore del lavoro creativo che mettiamo in campo per chi ci sceglie. Prendiamo due casi studio recenti, due esercizi di stile e strategia che hanno fatto storcere il naso ai puristi ma hanno entusiasmato il mercato:
* Radiomixology: un chiaro rimando all’emittente toscana Radio Mitology emittenti di sola musica 70/80 e noi invece ci siamo divertiti a pensare una radio interamente dedicata ai patiti di cocktail e DJ set . Curiosi di sapere come l’abbiamo immaginata?
– Copertura: Nord Italia dal Piemonte al Veneto in fm e Dab.
– Età del pubblico: 35–65 anni.
– Ascoltatori: 75% uomini, 25% donne.
– Format musicale e contenutistico: solo dj set anche molto brevi da 10/15 minuti e talk, rubriche, programmi o approfondimenti dal mondo dei cocktail che da sempre è molto legato a quello dei locali da ballo.
– Dirette: solo dal pomeriggio in poi e di notte dj set esclusivi in diretta da vari locali della zona di copertura
– Informazione: legata al mondo del clubbing, dei locali e dei festival internazionali. Dei gr dedicati pochissimi al giorno ma con news solo di settore. Link del post di questo caso qui
Oppure ancora
* Radio Virgo: una radio per i patiti di astrologia: un chiaro rimando a Virgin Radio. Come l’abbiamo immaginata? Per prima cosa partiamo dal nome: Virgo significa Vergine, il sesto segno dello zodiaco. Ma come ce la siamo immaginata in diretta?
– Copertura: esclusivamente online.
– Età del pubblico: 18–60 anni.
– Ascoltatori: 35% uomini, 65% donne.
– Format musicale: solo musica che viaggia attorno ai 90 BPM con sonorità pop, soft rock e R&B molto melodico.
– Dirette: mai. Solo contenuti registrati legati all’astrologia, con talk ad ampio respiro dedicati ai singoli segni zodiacali (soprattutto la mattina). Nelle altre fasce, lunghe rubriche sull’influenza degli astri e sui cicli lunari e planetari, non solo per i segni ma anche per piante, coltivazioni, animali e stati d’animo.
– Informazione: poco rilevante e molto generica. Link del post di questo caso qui
Altri “esercizi creativi” li avevamo raccolti qui
Perché marginare sul 90% è una scelta vincente
Diciamocelo chiaramente: è molto più profittevole e stimolante aiutare un editore locale a raddoppiare il suo margine operativo piuttosto che fare da passacarte per un colosso nazionale.
Nelle PMI:
* La decisione è immediata: non c’è una gerarchia di dieci livelli tra l’idea e la messa in onda.
* L’impatto è visibile: ogni euro di margine guadagnato grazie alla nostra consulenza finisce direttamente nell’innovazione tecnologica della radio, non in dividendi per azionisti distanti.
* Il rischio è vita: sperimentare nuovi linguaggi è l’unico modo per non farsi schiacciare dal digitale.
Alcune risposte dovute
Ai colleghi e ai critici, rispondiamo con i risultati delle aziende che seguiamo. Se perdere tempo sui social significa creare una community di migliaia di professionisti della radio che vogliono evolversi, allora continueremo a “sprecarlo” così.
Il 10% del mercato potrà anche avere il fatturato, ma noi abbiamo il dinamismo di quella maggioranza che non si arrende. La Radio del 2026 non si salva con i grandi budget, si salva con le grandi idee. E noi siamo qui per dar loro un nome, un formato e, sì, anche una “storpiatura” vincente.
Siamo Consulenza Radiofonica. Benvenuti nel 90% che conta.
Articolo a cura di Alfredo Porcaro
C.e.o. di Consulenzaradiofonica.com
Consulente per emittenti radio fm, digital e brand-radio
Docente e formatore radiofonico