Programmazione musicale in radio: da dove partire?

La programmazione musicale della radio è una delle caratteristiche fondamentali che aiutano a ottenere una certa identità. Di fatto, oltre al claim radiofonico e agli speaker in onda, la musica che scegli per la tua radio richiede un pensiero e un fondamento strategico. Un esempio lampante dell’importanza di tale discorso risiede nella natura esistenziale di alcune aziende, come quelle emittenti che basano la propria spina dorsale sulla musica, come Ram Power, il cui claim richiama apertamente quanto detto finora: “Un successo del momento, un successo del passato”.

Ovviamente, organizzare la programmazione musicale della tua radio non è un’operazione semplice, e varia da caso a caso. Nessun suggerimento generale potrà andar bene per qualsiasi radio, altrimenti si verrebbero a creare emittenti tutte uguali tra loro. Possiamo però dare qualche spunto per muovere i primi passi, e che possano aiutarti ad avere un quadro universale della situazione.

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Programmazione musicale: esiste una classificazione?

La risposta è immediata: sì. Ogni canzone ha un ciclo di vita ben definito, a seconda di quando viene pubblicata. Ciò significa che la salute di un brano non dipende da quando viene messo in onda per la prima volta, ma dal giorno in cui un comunicato stampa ne annuncia la possibile rotazione radiofonica. Qui vedremo le varie categorie note che possono aiutarti a definire il primo step della tua programmazione musicale in radio, ma attenzione: la classificazione che vedremo di seguito è generica e non tiene conto della tipologia di format scelto dall’emittente. Possiamo riconoscere:

  • Power: certe volte nota anche come Power Hit, si tratta appunto della hit del momento, un brano che viene suonato più volte durante la giornata e che, in un dato periodo di tempo, è riuscita a ottenere così tante rotazioni radiofoniche da aver raggiunto alte posizioni di classifica. Con la diffusione del digitale, è possibile considerare come Power anche brani molto diffusi sui social media. Tuttavia questa considerazione può essere valida per una radio che si rivolge ai millenians, e non ad ascoltatori over 65.
  • Gold: parliamo di una canzone di tantissimi anni fa che suscita ancora oggi un ricordo o un’emozione. Solitamente, la distanza di pubblicazione dev’essere di trent’anni, ma possiamo andare anche oltre, purché abbia una fama apprezzata e sia così nota da suscitare un sentimento potente nell’ascoltatore.
  • Medium: una volta che un brano Power ha perso potenza e interesse nell’ascoltatore, viene declassato a Medium, categoria che si riferisce a dischi che, dopo tre mesi dalla loro messa in onda, hanno perso quella forza propulsiva che invoglia l’ascoltatore a restare sintonizzato sulla tua emittente. Ovviamente non sempre ciò accade con la stessa temporalità: in passato vi sono stati esempi di brani così potenti che hanno avuto una rotazione radiofonica duratura, costante e importante nel tempo, come A Sky full of Stars dei Coldplay e Uptown Funk di Bruno Mars e Mark Ronson;
  • Current: stiamo parlando di brani ricorrenti, che non hanno un’alta rotazione, ma che sono spesso inseriti nella programmazione musicale, e hanno dai 6 mesi ai 2 anni d’età;
  • Oldies: in questa categoria sono identificati brani che hanno più di 2 anni d’età;
  • Light: possiamo riconoscere due sottocategorie: light 1, la classica novità a cui è lo speaker che deve dare una storia per renderla di successo; light 2, detta anche parking, in quanto serve a scalare la canzone light 1 nel caso in cui non abbia fatto breccia nell’ascoltatore.

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Le altre caratteristiche di una programmazione musicale

Fin qui abbiamo elencato una classificazione generica della programmazione musicale, che non può (e non deve) essere applicata a qualsiasi emittente. In base alla linea editoriale infatti, ogni aziende deve trovare la sua alchimia, e questo vale anche per la musica in radio. Un altro fattore che influenza questa decisione è il target di riferimento: poiché la radio è un’azienda come le altre, la musica che scegli non deve piacere a te in quanto editore o direttore artistico, ma è rivolta a un pubblico, quello stesso pubblico che in un modo o nell’altro può decretare il successo della tua emittente. Quindi, prima di ogni operazione, devi capire bene a chi ti vuoi identificare, alle orecchie di quali ascoltatori vuoi rivolgerti. In seguito, potrai definire una strategia di programmazione musicale in base alla tua linea editoriale.

Un altro aspetto da tenere in seria considerazione è studiare ogni giorno le nuove uscite musicali. Ma com’è possibile conoscere e restare aggiornato su tutto quello che accade nel mondo della musica? Solitamente, sono i diversi uffici stampa che si affacciano alla tua finestra, e ti lasciano comunicati con le proposte musicali per la tua emittente: dunque è necessario non solo tenere sott’occhio la mail aziendale, ma anche avere un buon rapporto con le varie case discografiche – che in alcuni casi potrebbero segnalarti interessanti artisti in erba da rilanciare.

Inoltre, esistono siti dov’è possibile analizzare costantemente quali sono le canzoni più suonate nelle radio italiane. Il più conosciuto, completo e autorevole è EarOne, uno spazio web che permette di osservare molteplici classifiche riguardo ai brani messi in onda dalle radio più note. È possibile, però, definire quali sono gli artisti e i brani più ascoltati anche grazie ad altri portali: FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), Youtube, SpotifyShazam, Apple Music e via discorrendo.

Infine una programmazione musicale non può dirsi tale senza una catalogazione del proprio archivio. Ogni emittente deve avere un proprio calderone all’interno del quale inserire tutti i brani che identificano al meglio la mission della tua azienda. Un lavoro che richiede impegno, professionalità e costanza.

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77 commenti su “Programmazione musicale in radio: da dove partire?”

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