La guerra dei mondi di Greta Thunberg si fa alla radio

Paladina della giustizia ambientale, influencer dei tempi moderni: Greta Thunberg, giovane attivista svedese, è capace di muovere la coscienza delle masse verso la sua direzione.

Per la sua età, certo, ma soprattutto per la capacità comunicativa con la quale intrattiene relazioni fuori dal comune. Una comunicazione efficace che non poteva lasciare immacolata la sua presenza alla radio.

Fa tutto Greta

Perché la nostra Greta, figlia modello dal cuore d’oro, riuscirebbe a mettere in concorrenza anche il più esperto tra i conduttori radiofonici. Affermazione che necessita di ammortizzatori, chiaro, pur riconoscendo le ottime capacità colloquiali della giovane Thunberg. Fatto sta che il rapporto radio-Greta, finora mai considerato, verrà scartato a Natale per scelta della BBC Radio 4 che da tempo ospita in palinsesto un “guest editor”, cioè un influencer mondiale.

Greta “Today”

Greta Thunberg parla all'Onu

Si chiama “Today” il programma col quale l’emittente britannica ospita, quasi alla fine dell’anno, alcune personalità moderne. Tra le cinque selezionate ci sarà, appunto, Greta. A lei il compito di aggiornare la popolazione mondiale su temi caldi: cambiamento climatico e dati correnti che mettono a rischio il pianeta Terra in un dialogo continuo con altri giovani attivisti che pare abbiano studiato all’università della vita. Non solo: Greta ha organizzato interviste e collegamenti che renderanno vivo il programma e l’attività di registi e collaboratori, impegnati a contattare personalità globali per una puntata radiofonica che già si annuncia memorabile.

I mondi di Greta

Memorabile è il termine adatto. Perché memorabile fu War of the worlds (La guerra dei mondi), lo sceneggiato radiofonico trasmesso il 30 ottobre 1938 negli Stati Uniti. Nell’occasione il ventenne Orson Welles fece spostare il popolo dei divani costruendo uno sceneggiato sulla misura del terrore. Gli alieni erano arrivati sulla Terra partendo rapidamente da Marte e viaggiando su un disco volante. Il racconto fu interpretato talmente bene da infondere tra la popolazione la paura per il temuto attacco, popolazione che pensò quindi di prendere due o tre cose e fuggire il più lontano possibile. A un passo dal 2020 la storia potrebbe ripetersi: Greta vestirebbe i panni di Welles e l’ascoltatore quelli di chi inizia a pensare che c’è qualcosa di cui preoccuparsi. Ai capi di governo potrebbe essere assegnato il ruolo dei viaggiatori dello spazio. Fantascienza? Può darsi. D’altronde anche alla radio – madre di tutte le sincerità – si può interpretare un copione a fin di bene.

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