Il pianeta radio si rende protagonista di continui cambiamenti che provengono dal sistema delle voci, della musica, e anche da quello dei direttori artistici.
Ha fatto parlare – e non poco – lo sbarco di Albertino nella sua nuova M20: vuoi per il passato a Deejay, vuoi per la scelta di rendere fenice l’emittente facendola risorgere dalle proprie ceneri. Qualcosa di simile è accaduto, seppure con attenzione mediatica minore, a Stereocittà con l’arrivo di Tommy Vee.
#Suonabene
Questo è l’hashtag indicativo col quale si è presentata al pubblico, a fine marzo, la superstation veneta quando ha orgogliosamente reso noti i cambiamenti. A partire dal direttore artistico, il dj Tommy Vee, la cui somiglianza con Nek non deve ingannare anche se è sempre di musica che si parla. Vee – Tommaso Vianello, questo il suo nome – grazie alla popolarità ottenuta in cambio della partecipazione alla quarta edizione del Grande Fratello ha messo a frutto gli studi musicali che lo guidavano da quasi adolescente quando aveva ricevuto in dono il primo giradischi. Farlo suonare era un obiettivo; farlo suonare di fronte a un pubblico numeroso e danzante un sogno. Sogno che si è concretizzato col tempo, tempo in cui Tommy ha potuto suonare la sua musica notturna di successo. Quindi ha collaborato con Laura Pausini, con Paola e Chiara producendone alcuni brani, prima di riapparire in tivvù alla conduzione di svariati “programmi giovani” su Sky e Mediaset. Fino a Stereocittà per la quale è diventato Station Manager o… marketing.
Station… marketing
L’operazione Albertino che abbiamo citato all’inizio insegna che marketing e comunicazione sono importanti nell’ambiente radiofonico, talmente importanti che se li fai sviluppare con un personaggio immagine il gioco è fatto. Forte di una consolidata fetta di segnale che la fa definire Superstation, ossia una radio a metà tra locale e nazionale, al pari della più nota Radio Subasio, l’emittente veneta ha ingaggiato tra i capifila proprio un personaggio noto al pubblico, uno che ha dimostrato di essere un buon comunicatore. A testimonianza di quanto detto c’è il cartellone col quale viene sponsorizzato ogni passaggio della radio. Riguardo a Vee, come avevamo scritto in questo articolo sui VIP, pare che la radio sia sempre quel porto sicuro dal quale ripartire per sviluppare la propria volontà mediatica. Se poi ci si trasformi in nave o àncora o tutto da vedere. Ma qualche mare è sempre bene iniziarlo a navigarlo.
