Passano gli anni, la storia cambia ma la radio è ancora censurata.
L’opposizione ai media tradizionali non conosce limiti neanche nell’era moderna. In Ungheria è stata decretata la fine delle radio libere. Eppure ci chiediamo fin dove può spingersi un’emittente per non essere tagliata.
La fine delle radio libere
L’ultimo episodio – in ordine temporale – di censura della radio viene dall’Ungheria. È qui che il regime governativo di Viktor Orban ha deciso la soppressione di Klubradio. Tutto verrà concretizzato probabilmente nei prossimi giorni. Intanto l’emittente ha già perso il suo carattere nazionale essendo stata relegata all’ascolto della sola Budapest. La motivazione ufficiale è che Klubradio avrebbe infranto alcune regole governative. Di quali regole si parla non è chiaro. È evidente che la radio privata in questione fosse molto critica nei confronti del regime del sovrano ungherese. Questione che non giustificherebbe la censura in una nazione democratica. Ma conoscendo i trascorsi poltici di Orban tutto è possibile. L’episodio ha scatenato notevoli discussioni, considerato che Klubradio era l’ultima radio libera dell’Ungheria. Per l’europarlamente Katalin Cseh “stiamo assistendo alla soppressione sistematica delle voci indipendenti”. Per tutti gli altri stiamo inseorabilmente facendo passi indietro fino alla tirannia dei regimi crudeli. È semplice ricordare i tempi del nazifascismo, delle radio rurali che recitavano un copione già scritto, tempi in cui il controllo dei media era ad appannaggio della cultura del terrore. Si pensava che non sarebbe stato più così; invece l’episodio della radio ungherese ci mette in guardia rispetto a un possibile retrocedere del tempo. A questo punto viene da chiedersi: le radio possono ancora essere censurate?
Il confine della censura

In linea di massima la risposta è no, non possono essere censurate. Anche se la decisione dipende dal sistema governativo nazionale. Quindi concentriamoci su un’altra questione: fin dove una radio può spingersi per non essere censurata? Stabilito che con la libertà di opinione una radio può dire quello che vuole a patto di non arrecare danni irreversibili, pensiamo per esempio allo Zoo di 105 oppure a La Zanzara di Radio 24. Se fossimo in un’altra nazione questi due programmi avrebbero già chiuso i battenti: uno perché trasmette termini volgari; l’altro perché trasmette termini volgari e spesso rischia di creare casi diplomatici senza precedenti. Ma per fortuna in Italia r-esiste la libertà di espressione. Anche se il contenuto può apparire eccessivo. L’importante, dicevamo, è che non si superi il confine della ragione. In altre parole, è importante che dalla bocca della radio non escano parole talmente forti da scatenare conflitti internazionali.
Consulenza radiofonica per evitare la censura
È chiaro che riferendoci alla censura immaginiamo casi limite come quelli ipotizzati nei nostri programmi di intrattenimento. Ma è possibile, è successo, e non è escluso che possa accadere ancora. Quindi crediamo che le radio debbano essere libere di esprimersi come credono, conoscendo però l’esatto peso di una parola. Se vuoi evitare una censura alla tua emittente ti consiglio di fare attenzione a ciò che trasmetti e a come lo trasmetti. Per questo ti invitiamo a contattarci per sapere come possiamo aiutarti. Nella sezione Contatti trovi tutte le informazioni. Scopri inoltre i Servizi dello staff di Consulenza Radiofonica e per restare aggiornato sui temi legati al mondo radiofonico resta sintonizzato sui contenuti del nostro blog.